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Gebetsliga Convegno a Trento giovedì 11 aprile 2019

Si è svolto nel migliore dei modi e con una nutrita partecipazione, il convegno organizzato a Trento, nell’aula magna del seminario Arcivescovile, dalla Gebetsliga, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Trento e il Comitato 18 Settembre 1917, di Carzano, la cui presidente Signora Piera Degan ha magistralmente curato l’organizzazione in loco.
L’evento, dal titolo: Carlo I d’Asburgo La via della santità e la ricerca della pace nella famiglia e nella politica, ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale Trentino – Alto Adige e ha visto la presenza, tra le altre autorità, di S. E. Mons. Lauro Tisi Arcivescovo di Trento, di Walter Kasswalder Presidente del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento e di Cesare Castelpietra Sindaco di Carzano.
Il convegno si è svolto in forma di conversazione ottimamente condotto dal Dott. Diego Andreatta Direttore del settimanale diocesano Vita Trentina. Ha fatto gli onori di casa don Severino Vareschi docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Romano Guardini di Trento, introducendo i relatori: S.A.I.R l’Arciduca Martino d’Austria Este discendente del Beato Carlo, il Prof. Marco Cimmino storico della Società Italiana di Storia Militare, Don Fortunato Turrini Professore emerito di lettere e storico e Don Arnaldo Giuseppe Morandi Delegato nazionale della Gebetsliga e vice postulatore della causa di canonizzazione del Beato Carlo.
I relatori, interpellati dal moderatore, si sono alternati nelle risposte prospettando un’ampia panoramica sulla vita e le vicende storiche in cui l’ imperatore Carlo, secondo il giudizio della chiesa, ha esercitato le virtù cristiane in maniera eroica fino a poter essere considerato Beato e in cammino verso la canonizzazione. In particolare si è sottolineata l’attualità della figura del Beato Carlo, la sua testimonianza ed intercessione in particolare sui temi della pace quale fondamento dell’umano consorzio che nasce da una cultura del rispetto reciproco per una convivenza autenticamente civile, dell’impegno del cristiano nella politica e della famiglia cellula fondamentale e necessaria della società umana. Si è messa anche in evidenza la spiritualità personale tipicamente laica di Carlo d’Asburgo che trovava il suo perno nella adorazione eucaristica e in una virile e forte devozione mariana capace di renderlo testimone coerente del Vangelo in ogni ambito di azione: personale, famigliare e pubblico. L’incontro è proseguito dando la parola ai convenuti che hanno formulato interessanti domande ai relatori portato pure testimonianze dei ricordi che le genti trentine hanno del Beato Carlo tramandate sino ai nostri giorni.
Don Morandi ha presentato la Gebetsliga, associazione pubblica di fedeli e la sua attualità auspicando che possa nascere anche a Trento in piena comunione con la pastorale diocesana un esperienza di preghiera per formare gruppi di supporto ai bisogni delle famiglie giovani o in difficoltà e per testimoniare la pace supremo dono del Risorto e stile di vita dei cristiani.
Il convegno è stato conclusi dall’ Arcivescovo Mons. Lauro Tisi che ha espresso sincero apprezzamento per l’iniziativa, ha riassunto e sintetizzato i passaggi più importanti dei lavori invitando tutti a vedere nel Beato Carlo un modello da seguire un testimone credibile e un fratello maggiore a cui rivolgersi nelle necessità della vita.

1 aprile 2019


Omelia di Sua Ecc. Mons. Carlo Mazza

Beato Carlo d’ Asburgo (1887-1922)

Si presenta davvero felice la ricorrenza del 97° anniversario della morte prematura di Carlo I° d’ Asburgo (1 aprile 1922) che porta in primo piano la particolare memoria di un imperatore proclamato “Beato” dalla Chiesa cattolica (2004) sotto il pontificato di un papa slavo, San Giovanni Paolo II.

Alla luce del mistero di questa celebrazione liturgica, nella quale si attua di nuovo il sacrificio pasquale di Gesù  per la salvezza del mondo in virtù del quale, per ogni uomo e per ogni evento della storia, si rivela esattamente la consistenza del proprio destino definitivo, il ricordo  nella fede del Beato Carlo ritrova la sua migliore collocazione.

E’ appunto nella visione di fede che vediamo il Beato Carlo assunto nella gloria di Dio e nella festosa assemblea degli eletti, al canto degli angeli e dei santi. A partire da lì, la Chiesa l’ha posto a modello per tutti i cristiani e in particolare per i governanti, anche non coronati da insegne regali, riconoscendo le virtù eroiche esercitate nella sua vita privata, famigliare e pubblica di governo.

Dunque la sua persona, trasfigurata dalla luce di Dio, diviene devotamente imitabile e di potente intercessione, perché il Beato Carlo da umanamente regale è divenuto servo del Signore, da principe del mondo è divenuto  umile discepolo del vangelo della carità politica, da sconfitto ed esule è divenuto vincitore e cittadino del mondo.

In realtà la figura dell’ imperatore Carlo, vissuto nel drammatico travaglio che ha segnato il passaggio e la trasformazione dei regimi politici in Europa, è stata sottoposta a prove gigantesche, pure nella sua giovane età di non ancora trentenne, sia sotto il profilo politico che umano e spirituale, tanto da dare conto delle sue qualità di uomo di  governo e di uomo di Dio attraverso il fulgore della santità.

Nel complesso panorama della fine dell’ ‘800 e degli inizi del ‘900, caratterizzato da insorgenti e diffusi movimenti nazionalistici ed eversivi, culminanti nel criminale attentato all’arciduca erede al trono Francesco Ferdinando a Sarajevo (28 giugno 1914) e nelle sferzanti manovre di opposizione ideologica di stampo massonico, Carlo I°, nel suo brevissimo regno, cercò con ogni mezzo  di destreggiarsi secondo criteri di governo ispirati da fine intelligenza politica e da mite e ammirevole rettitudine morale.

Dovendo far fronte  a contrapposte e ostili operazioni  diplomatiche e da urgenti strategie di guerra, in particolare dopo il repentino e proditorio voltafaccia del Regno d’Italia che stabilì il passaggio dalla Triplice Alleanza al fianco delle potenze dell’Intesa, in un tempo di già deflagrata belligeranza nelle zone orientali, e in procinto di esplodere sul fronte italiano, Carlo si trovò giovanissimo a capo del suo popolo e dell’Esercito imperiale impegnato in diverse postazioni di guerra.

Non v’è dubbio che la sua vicenda politica e umana, e la stessa sua santità, si devono iscrivere dunque in un quadro di alleanze  politico-militari con complicatissime discriminanti sia di ordine strategico che ideologico, presenti nelle diverse cancellerie del Continente, nei diversi e potenti circoli economico-culturali mitteleuropei, e nel vasto e multietnico impero austro-ungarico attraversato da indomati rigurgiti indipendentisti e insurrezionali.

In tale contesto Carlo I° non ebbe timore ad assumere comportamenti e scelte in coerenza rigorosa con la tradizione cattolica e con la fedeltà alla Sede Apostolica che sempre ispirarono il “Sacro Romano Impero” di cui quello austro-ungarico ne era l’erede legittimo e riconosciuto. Lo speciale legame generava uno spirito di tutela dei destini dei popoli sottomessi al governo imperiale in funzione di alti ideali etici e religiosi, patrimonio imprescindibile della cristianità di cui Carlo era  storicamente fedelissimo rappresentante.

In questa prospettiva va sottolineato e tenuto in considerazione, in uno sguardo di valutazione complessiva, il particolare rapporto di Carlo I° con il pontefice romano Benedetto XV,  del quale seguiva integralmente e consapevolmente il magistero e l’indirizzo  del giudizio politico sulle vicende europee.

La Parola di Dio è a nostra istruzione

La Liturgia della Parola odierna (Lunedì della IV settimana di Quaresima: Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54) ci istruisce sui valori fondanti il nostro cammino storico di testimoni di Dio e di discepoli del Signore.

Così, nella breve e succinta prospettiva descritta di carattere introduttivo alla nostra celebrazione della memoria del Beato Carlo, prende rilievo, per il nostro cammino di fede, il brano del profeta Isaia che proclama un oracolo di speranza in un contesto messianico e in una visione apocalittica, a cui si ispirò, successivamente, l’evangelista Giovanni che ne trasse spunto per le sue meditazioni sul compimento della storia.

Il profeta Isaia vede e annuncia una metamorfosi della storia, quasi una vera palingenesi, che riguarda il popolo di Israele. Al popolo, che vive in condizioni disperate e apparentemente senza via d’uscita, il profeta rivela con parole alate, rassicuranti, il disegno di Dio in suo favore. L’intervento divino produrrà un tempo di cambiamento radicale nel quale si rovescerà l’ attuale situazione di tristezza e di smarrimento spirituale in vista di una nuova era di benessere 

“Nuovi cieli e nuova terra”

In effetti Dio, come sempre accade nella sua fedeltà, non abbandona il popolo dell’alleanza e, in una prospettiva misteriosa, fa intravvedere un’epoca nuova, risolutiva, con un’immagine folgorante che cambia la realtà di fatto: “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato” (Is 65,17).

In tale prospettiva, la visione di Isaia è ripresa da San Paolo, come è noto, in riferimento all’azione redentrice di Cristo: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (2 Cor 5,17). Questo rappresenta la novità dell’evento di Cristo che sta al centro della “nuova creazione” (cfr anche Gal 6,15) e interessa tutto l’universo (cfr Col 1,19; 2Pt 3,13; Ap 21,1) (cfr BdG, nota a 2 Cor 5,17).

L’oracolo del profeta apre una situazione inedita a partire da un possente atto creativo di Dio, del tutto gratuito e per sola iniziativa di Dio. Dunque inizierà un’era dal volto nuovo, come un nuovo ordine di valori  di carattere globale e imprevisto. E’ l’annuncio di una nuova creazione in cui l’umanità sperimenta relazioni nuove fondate sulla giustizia e sulla pace, preludio alla scomparsa di ogni tribolazioni, di pianti e di distruzioni.

In prospettiva la fede cristiana intravede il trionfo finale di Cristo, mediante la Croce, sulle potenze del male, sul peccato dell’uomo, e sulle sofferenze causate da eventi funesti. L’evento della redenzione sarà capace di invertire il potere del disordine e costituire un tempo di pacificazione e di cittadinanza felice, significativamente illustrate dal profeta: “Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto” (Is 65,21).

In tal modo il progetto originale di Dio trova compimento nel sacrificio pasquale di Gesù che riscatta l’umanità dalla sua condizione penosa, frutto di condotte peccaminose e di infedeltà alla legge del Signore. Vi è dunque un tempo di catarsi – cioè di purificazione generale come si rivela essere la guerra – dal quale si è redenti non da soli, ma per grazia mediante una fede viva e penitente.

Qui la parola profetica illumina, con una luce rivelativa e istruttiva,  la celebrazione della memoria del Beato Carlo. Lui ha vissuto i “tempi dell’ira” con la nitida coscienza di essere pienamente nella volontà di Dio, solidarizzando con il suo popolo in guerra, attraverso scelte di governo coerenti e atti concreti di bontà, attendendo anche lui “nuovi cieli e nuova terra”, e operando nella convinzione che la guerra fosse “un’inutile strage” (Benedetto XV).

“Quell’uomo credette alla parola…e si mise in cammino

La novità potente di Cristo che muta l’esistenza e ne crea una nuova è visibile anche nel brano del Vangelo di Giovanni. Coerentemente al cammino di Quaresima, che stiamo vivendo, la fede ci sollecita ad uscire da se stessi, ci sospinge ad un incontro affidabile e trasformante con Gesù, perché “solo lui ha parole di vita eterna” (Gv 6,68).

In questo racconto di miracolo, Gesù ci invita a stare nella sua scia, a progredire nella fede e ci indica la strada mediante la figura esemplare di un uomo pagano che, angosciato nella stretta del bisogno, lo supplica per la guarigione del figlio. C’è dunque una situazione di sofferenza che pare insuperabile e che coinvolge un’intera famiglia.

Gesù chiede di fidarsi sulla sua parola: “Va, tuo figlio vive” (Gv 4, 50). In effetti mette alla prova il suo interlocutore. Quell’uomo crede alla parola, senza aver visto, e ritorna sui suoi passi, convinto anche se Gesù apparentemente non ha fatto nulla. E’ la disposizione “beata” che Gesù prefigura per i discepoli futuri (cfr Gv 20,19: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”) e qui si riscontra un anticipo da parte di un pagano!

In realtà, basta la presenza di Gesù. Gesù è la rivelazione dell’amore del Padre e agisce su mandato del Padre, in perfetta sintonia con lui: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,22), per la sicura gioia dell’uomo, perché la vita acquisti senso compiuto e sia ripristinato l’ordine originale della creazione, e questo con un atto di guarigione.

Gesù sa ristabilire l’armonia perduta, sa donare ciò che manca, sa soccorrere là dove l’uomo fallisce, sa di essere la via per ritrovare la verità e la vita (Gv 14,6). E questo accade solo a patto della fede confessata. Infatti del funzionario del re l’evangelista ricorda che “credette lui e tutta la sua famiglia” (Gv 4,53). Qui si fa evidente la potenza della fede che cambia la vita, trasforma la visione del mondo, che apre il “cammino” dietro a Gesù.

Come è accaduto al Beato Carlo. Egli si è lasciato toccare e plasmare da Gesù, incontrato nella comunione eucaristica, e intenerire dalla devozione alla Vergine Maria. Mai subordinò la sua fede cristallina alle esigenze mondane o di puro potere. In tale unione intima con la Grazia santificante, assunse fino in fondo ciò che costituisce l’essenza del vangelo della carità e lo tradusse nel compito di preservare la pace e la giustizia, secondo i diritti dei popoli.

Una vita di santità

Di qui, il profilo di santità del Beato Carlo viene a rivelarsi a tutto tondo. In realtà si evidenzia tenendo in considerazione la tradizione della sua  famiglia di origine, la solida formazione ricevuta in casa, la sua sobria e consapevole entratura negli stili e negli impegni propri dei vari livelli dell’amministrazione imperiale, la vita coniugale e famigliare custodita con vigile premura anche nella breve esperienza di imperatore, e infine la sconfitta e l’esilio accolti e vissuti umilmente “perché Dio ha voluto così”, secondo la testimonianza del Nunzio  apostolico Mons. Lorenzo Schioppa.

Certamente i caratteri della sua santità laicale sono comprensibili a partire dalla sintesi dinamica operata dal Beato Carlo delle doti naturali e delle virtù soprannaturali che in lui si saldarono in una spiritualità solida e feconda di bene, tale da  costituire  un armonico e robusto organismo interiore in cui operava in modo eminente la grazia dello Spirito Santo e la carità di Dio, la somma di tutte le virtù nelle quali si è conformato in radice il pensare, il volere, l’agire.

Così l’ innata mitezza di carattere, coniugata con il costante esercizio di solidarietà verso i poveri e i bisognosi, l’intensa coltivazione della pietà e la ricercata prudenza  politica, contribuirono a edificare il cammino di perfezione e a qualificare una speciale personalità carismatica inscritta in un’umanità appassionata e ricca di valori della migliore tradizione asburgica (Cfr O. Sanguinetti-I. Musajo Somma, Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo D’Asburgo, Crotone, 2010, pp.192-200).

Carlo I° d’Asburgo, quale vero discepolo delle Beatitudini, ha seguito la strada del Signore in modo che la sua vita fosse trasparenza dell’ identità cristiana  e segno di contraddizione in un tempo travagliato e in un ambiente culturale e politico ostile alla dottrina della Chiesa. Si è abbandonato alla volontà di Dio, raggiungendo il suo destino di gloria.

+ Carlo Mazza, vesc. em.

1 Aprile 2019

Delegazione di Brescia.
1 aprile 2019. Nel 97° anniversario del pio transito del beato Carlo,  un nutrito gruppo di Cavalieri e Dame dell’Ordine Costantiniano, unitamente a fedeli e devoti giunti anche dalle delegazioni del Trentino, Emilia Romagna e Verona,  ha partecipato a Brescia presso la sede della Gebetsliga e dell’Ordine, nella parrocchia di San Gottardo, alla celebrazione ufficiale con la santa Messa presieduta dal Vescovo Sua Ecc. Mons. Carlo Mazza.
Presenti  e concelebranti anche alcuni Cavalieri di Grazia Ecclesiastici di Brescia e altri sacerdoti con il Delegato nazionale don Arnaldo Morandi.
Mons Mazza, nella sua apprezzatissima omelia, ha richiamato tutti i presenti ai nobili ideali che ispirarono la vita e l’opera del Beato Carlo che ha trovato nella fede la forza e l’ispirazione per dare un esempio ancor oggi attuale e convincente nell’esercizio sereno delle virtù eroiche.
La serata si è poi conclusa con un momento di fraternità dove il vescovo si è intrattenuto a lungo con i presenti complimentandosi anche per le attività caritative della Rappresentanza di Brescia dell’ordine Costantiniano. Verra presto pubblicato in questo sito il testo dell’omelia.

Incrontro di preghiera Aprile 2019

La delegazione di Bergamo della Gebetsliga, si ritroverà domenica 14 aprile 2019 alle ore 16:00 presso la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo in Trescore Balneario (BG), via Antonio Locatelli, n°102, per l’Adorazione Eucaristica e la preghiera, nello spirito del Beato Carlo d’Austria. L’incontro e la preghiera saranno guidati dall’assistente ecclesiastico per la diocesi di Bergamo Don Maurizio Rota.

Unione di Preghiera Beato Carlo per la Pace e la Fratellanza  tra i Popoli

Kaiser Karl Gebetsliga für den Völkerfrieden

Italia

NEWSLETTER APRILE 2019

Mese di aprile dedicato alla devozione della Divina Misericordia

CELEBRAZIONE UFFICIALE

1 APRILE 2019, BRESCIA, PARROCCHIA DI SAN GOTTARDO ORE 20,30

SANTA MESSA PRESIEDUTA DA SUA ECC. MONS CARLO MAZZA       VESCOVO EMERITO DI FIDENZA

Per l’occasione è prevista l’ostensione delle reliquie del Beato Carlo e di San Giovanni Paolo II.

1 aprile 2019

Il primo di aprile del 1922, 97 anni fa moriva Carlo d’Asburgo Lorena, ultimo Imperatore d’Austria proclamato beato nell’ottobre del 2004 da San Giovanni Paolo II. Alla morte aveva soltanto 34 anni ed era in esilio a Madeira, cacciato dal trono dalle nuove forze politiche che si erano rafforzate nel Paese dopo la prima guerra mondiale e che si opponevano a Carlo perché cattolico osservante e rappresentante di quell’antico Sacro Romano Impero che difendeva la Chiesa.
Il 2 aprile, invece, ricorre l’anniversario della morte di un altro grande, grandissimo uomo: Carlo Wojtyla e cioè Papa Giovanni Paolo II.
In due giorni si ricordano gli anniversari di un Imperatore beato e di un Papa santo . austriaco il primo, polacco il secondo. Due eccezionali protagonisti della storia del novecento.
Due persone che non si sono mai conosciute su questa terra, ma che erano legate dalla fede cristiana, dalla pratica eroica delle virtù evangeliche nella vita quotidiana e anche da un sottile e misterioso dettaglio affettivo: avevano avuto al battesimo per volontà del padre lo stesso nome, Carlo.
Su questo argomento esiste una testimonianza nuova e inedita. Uno dei figli dell’Imperatore Carlo I Arciduca Rodolfo, ha raccontato che lo stesso Giovanni Paolo II gli ha rivelato perché al battesimo fu chiamato Carlo. “Fu durante un’udienza privata che Papa Wojtyla concesse alla mia famiglia”, ha raccontato l’Arciduca Rodolfo.
“C’erano i miei figli, con le loro famiglie e c’era anche mia madre, l’Imperatrice Zita. Il Papa ci accolse con grande cordialità. Parlò con grande entusiasmo di mio padre, l’Imperatore Carlo. E rivolgendosi a mia madre, la chiamava “la mia Imperatrice” e ogni volta si inchinava verso di lei. Ad un certo momento disse: “Sapete perché al battesimo io fui chiamato Carlo? Proprio perché mio padre aveva una grande ammirazione per l’Imperatore Carlo I, di cui è stato un soldato”.
Testimonianza molto significativa che conferma vieppiù la costante ammirazione manifestata sempre da Giovanni Paolo II per Carlo d’Austria.
Aveva imparato a conoscerlo dal proprio genitore, Karol Wojtyla senior, che era stato sottufficiale del 56° reggimento di fanteria dell’esercito austroungarico, quindi soldato dell’Imperatore Carlo I°. Fin da allora, Karol Wojtyla senior aveva intuito la grandezza morale e spirituale del suo Imperatore e se ne era entusiasmato al punto da dare al proprio figlio quel nome. E, mentre il figlio cresceva, gli trasmetteva la vera storia di quell’Imperatore, confutando le dicerie e le calunnie diffuse da coloro che lo avevano combattuto e ridotto poi all’esilio.
Così, anche il futuro Papa imparò ad apprezzare il giovane e sfortunato Imperatore austriaco, vedendo in lui una rara e fulgida figura di sovrano giusto e leale, generoso e amorevole, pronto a qualsiasi sacrificio personale per il bene del popolo. Per questo, da Papa, ne sostenne apertamente e con entusiasmo il processo di beatificazione e quando potè celebrare la solenne cerimonia lo fece con gioia, indicando il sovrano austriaco come modello per tutti gli uomini politici.
Quando, nel 2004, venne diffusa la notizia che l’Imperatore Carlo I° d’Austria sarebbe stato beatificato, molti, anche in ambito cattolico, si meravigliarono. Trovavano strano che un Imperatore, cioè un uomo appartenente al mondo dei nobili, dei ricchi, dei potenti della terra potesse diventare santo.
I giornali ricordarono figure del passato: Re Stefano d’Ungheria, Sant’Agnese di Praga, Sant’Elisabetta d’Ungheria, Sant’Enrico II Imperatore, Santa Brigida di Svezia, San Luigi IX re di Francia, San Ferdinando re del Portogallo eccetera, sottolineando, però, che si trattava di “regnanti” vissuti in tempi molto lontani, quando i processi di beatificazione non erano rigorosi come lo sono ora, mentre Carlo I d’Austria era morto nel 1922, all’inizio del novecento, meno di cento anni prima. Era un uomo giovane, intelligente, colto, bello, marito di una principessa bellissima, Zita dei Borboni Parma, ( per la quale è iniziata la causa di beatificazione) da cui aveva avuto otto figli. Per la mentalità moderna, sembrava impossibile che una persona del genere avesse esercitato le virtù evangeliche in maniera eroica al punto da meritare la gloria degli altari.
Su di lui inoltre circolavano molti pregiudizi. Gli storici laicisti lo avevano sempre definito “un debole e un incapace”. Salito al trono nel 1916, quando era in pieno svolgimento la Prima guerra mondiale, lo incolpavano di non essere stato capace di vincere la guerra. Per questo, dopo il conflitto era stato esiliato dal suo Paese. Ma, poi, alla luce di una grande mole di documenti emersi al processo di beatificazione e di altri studi pubblicati dopo quel processo, si è scoperto invece che l’Imperatore Carlo I fu un politico lungimirante, che voleva il “bene vero” dei suoi sudditi, che aveva grandi idee d’avanguardia per l’Europa. Na soprattutto usò ogni mezzo lecito per raggiungere il bene supremo della pace. L’Unione di Preghiera per la Pace e la Fratellanza tra i Popoli, ( Gebetsliga) porta avanti ora anche in Italia la causa di canonizzazione del Beato Carlo ma soprattutto ha lo scopo di far conoscere ed apprezzare la vita, l’opera e la santità del Beato Imperatore Carlo d’Austria. Questa associazione pubblica di fedeli riconosciuta dalla chiesa ha il suo centro e la sede italiana a Brescia nella parrocchia di San Gottardo, dove si conservano alcune reliquie dell’Imperatore. Al movimento hanno aderito importanti personalità del mondo cattolico, uomini politici, professori universitari, vescovi e prelati illustri. Il delegato nazionale della Gebetsliga don Arnaldo Morandi è anche vice postulatore della causa di canonizzazione e va promuovendo convegni, conferenze, dibattiti in tutta Italia per approfondire la conoscenza della figura e della politica cristiana di Carlo I Imperatore. Attualmente in Italia esistono 23 gruppi di preghiera attivi che si radunano ogni mese per l’adorazione eucaristica, la recita del santo rosario la condivisione di intenzioni di preghiera mentre sta avanzando anche la sensibilità verso forme di supporto alla pastorale delle famiglie e in favore della pace.

AVVISI

  • Lunedì 1 aprile, 96° anniversario del pio transito del Beato Carlo. I gruppi costituiti sono invitati ad organizzare la celebrazione di una Santa Messa. La celebrazione ufficiale a Brescia alle ore 20,30 presieduta da Sua Ecc. rev.ma Mons. Carlo Mazza.
  • Sentiamoci tutti impegnati nella diffusione del messaggio e della testimonianza del Beato Carlo proponendo l’adesione alla Gebetsliga e l’iscrizione al sito www.beatocarloinitalia.it
  • Martedì 2 Aprile anniversario del pio transito di San Giovanni Paolo II che beatificò Calo d’Austria. le vicende umane e cristiane di questi due campioni della fede sono fortemente connesse.

INTENZIONI PREGHIERA PER IL MESE DI APRILE   

*Per il Papa.

*Per i cristiani perseguitati e martiri della fede.

*Per l’unità della Chiesa e la famiglia.

*Per gli ammalati che si affidano alle nostre preghiere e alla intercessione del Beato Carlo.

*Per la canonizzazione del Beato Carlo.

Preghiere per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

Si raccomanda in tutte le riunioni di preghiera o personalmente di recitare l’orazione per la glorificazione del Beato Carlo e la preghiera a Maria Signora di tutti i popoli

Preghiere per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

Dio Padre Onnipotente, attraverso il Beato Carlo hai dato alla tua Chiesa un esempio completo di vita cristiana.
La sua vita e tutte le sue scelte e azioni, soprattutto in campo politico e  familiare, sono state sempre fondate sul Vangelo e sull’insegnamento della dottrina cristiana. Il suo amore per Gesù Eucarestia, cresciuto in tempi di grande incertezza, lo ha portato ad unirsi al sacrificio di Cristo attraverso l’offerta della propria vita, per la salvezza dei suoi popoli, nel costante e fiducioso abbandono alla Beata Vergine Maria.
Il Beato Carlo interceda per tutti i bisognosi quando la malattia, lo scoraggiamento, lo sconforto, la solitudine, l’amarezza e le difficoltà della vita mettono a dura prova. Aiutaci, o Padre, a vedere e seguire il suo esempio. Per la sua intercessione ascolta le nostre suppliche ed accogli le nostre preghiere (enunciare la propria intenzione).
Concedi i segni necessari affinché ne sia riconosciuta la santità, a gloria del Tuo nome e per il bene della Santa Chiesa. ( Pater, Ave, Gloria )
Amen.

PREGHIERA A MARIA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI

TESTO DELLA PREGHIERA APPROVATA DALLA CONGREGAZIONE PER LA FEDE (2006) SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO SULLA TERRA.
FA ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.
CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
LA BEATA VERGINE MARIA,
SIA LA NOSTRA AVVOCATA. AMEN.

Imprimatur: 6/01/2009

Il 31 maggio 2002, il vescovo di Haarlem-Amsterdam, S. E. Mons. Jozeph Marianus Punt, sentendo pareri e ponderando il tutto, ha attestato l’autenticità delle apparizioni della Signora di tutti i Popoli e ha constatato la soprannaturalità delle apparizioni.

Newsletter Marzo 2019

Mese dedicato a san Giuseppe

Patrono e Custode delle famiglie cristiane

San Giuseppe fu il provvido custode della Sacra Famiglia.
A lui possiamo affidare tutte le nostre famiglie, con la più grande certezza di essere esauditi in tutte le nostre necessità.
Egli è l’uomo giusto e fedele (Mt 1,19) che Dio ha posto a custode della sua casa, come guida e sostegno di Gesù e Maria: tanto più   proteggerà le nostre famiglie, se gliele affidiamo e se lo invochiamo di vero cuore.

Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”, sosteneva S. Teresa d’Avila. “Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso S. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dell’anima. Ho visto che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare…”( cfr. cap. VI dell’Autobiografia).

Difficile dubitarne, se pensiamo che fra tutti i santi l’umile falegname di Nazareth è quello più vicino a Gesù e Maria: lo fu sulla terra, a maggior ragione lo è in cielo.
Perché di Gesù è stato il padre, sia pure putativo, e di Maria è stato lo sposo.
Sono davvero senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe.
Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste.
Sicuramente è il degno e potente protettore di ogni famiglia cristiana, come lo fu della Sacra Famiglia. Perciò lo invochiamo insieme al Beato Carlo per la situazione contemporanea e chiediamo loro di difendere la famiglia così come Dio la vuole.

Preghiera a S. Giuseppe

A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; estendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. 

Cosi sia

Preghiera del papà

Padre Buono, esempio di paternità,
aiutaci ad educare bene i nostri figli.
Insegnaci cosa dare e cosa non dare.
Aiutaci a capire quando è opportuno rimproverare e quando invece dobbiamo essere dolci, comprensivi, capaci d’incoraggiarli
per  affrontare le difficoltà della vita.
Rendici docili e comprensivi, ma anche fermi e vigilanti!
Tienici lontani da una facile indulgenza, ma anche da una eccessiva severità!
Dacci il coraggio di ricercare sempre il bene dei nostri figli.

AVVISI E NEWS

  • Tutte le informazioni sulle attività e programmi dei gruppi di preghiera provinciali si dovrebbero trovare nel sito all’interno della apposita sezione: Attività delle delegazioni,  gestita direttamente dai Delegati.
  • Si ricordi che il prossimo Primo Aprile ricorre l’anniversario del pio transito del Beato Carlo
  • E’ stato nominato il delegato della Gebetsliga di Roma, a breve tutte le informazioni e il programma del nuovo gruppo di preghiera.
  • In collaborazione con la diocesi di Trento si sta organizzando un convegno sul Beato Carlo, a presto tutte le informazioni.

INTENZIONI PREGHIERA PER IL MESE DI FEBBRAIO   

  • Per il Santo Padre il Papa e per le sue intenzioni
  • Per i padri di famiglia, affinchè, con l’aiuto e l’intercessione di San Giuseppe e del Beato Carlo, sappiano corrispondere generosamente la propria vocazione e diventino sempre più per i figli testimoni credibili di amore, di fede e di vita.
  • Per gli anziani, affinchè non siano mai considerati e si sentano inutili o di peso ma siano, nella famiglia e nella società, riferimenti di saggezza ed esperienza cui ispirarsi e al cui consiglio attingere, testimoni di fede e di valori autenticamente umani.
  • Per gli ammalati che si affidano alle nostre preghiere e alla intercessione del Beato Carlo e per quanti li assistono.
  • Perché sia presto riconosciuta dalla Chiesa la santità del Beato Carlo d’ Austria, Operatore di pace, sposo e padre esemplare, modello di impegno politico e sociale, esempio di cristiana sofferenza accettata serenamente e offerta  per la salvezza delle anime.

Preghiere per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

Si raccomanda in tutte le riunioni di preghiera o personalmente di recitare l’orazione per la glorificazione del Beato Carlo e la preghiera a Maria Signora di tutti i popoli

Dio Padre Onnipotente, attraverso il Beato Carlo hai dato alla tua Chiesa e al popolo di Dio un esempio completo di vita cristiana.
Le sue azioni e le sue scelte nel campo politico e  famigliare sono state  fermamente ispirate al Vangelo e sugli insegnamenti della dottrina cristiana. Il suo amore per Gesù Eucarestia è cresciuto in periodi di grande incertezza e ciò lo ha portato ad unirsi al sacrificio di Cristo, attraverso il suo sacrificio e l’offerta della propria vita per la salvezza dei suoi popoli. L’Imperatore Carlo ha profondamente amato la Madre di Dio Maria Santissima ed ispira anche noi, come lui ha fatto,  a  pregare il santo Rosario.
Rafforzaci ora col suo aiuto, interceda per tutti i bisognosi, quando la malattia, lo scoraggiamento, lo sconforto, la solitudine, l’amarezza e le difficoltà della vita mettono a dura prova. Aiutaci a vedere e a seguire l’esempio del Tuo fedele servo il beato Carlo e per sua intercessione ascolta le nostre suppliche ed accogli le nostre preghiere (enunciare la propria intenzione).
Concedi i segni necessari affinché ne sia riconosciuta la santità, per la gloria del Tuo nome, nella lode della Santa Vergine Maria per il bene della santa Chiesa. ( Pater, Ave, Gloria )
Amen.

PREGHIERA A MARIA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI

TESTO DELLA PREGHIERA APPROVATA DALLA CONGREGAZIONE PER LA FEDE (2006)

SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO SULLA TERRA.
FA ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.


CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
LA BEATA VERGINE MARIA,
SIA LA NOSTRA AVVOCATA. AMEN.

Imprimatur: 6/01/2009

Il 31 maggio 2002, il vescovo di Haarlem-Amsterdam, S. E. Mons. Jozeph Marianus Punt, sentendo pareri e ponderando il tutto, ha attestato l’autenticità delle apparizioni della Signora di tutti i Popoli e ha constatato la soprannaturalità delle apparizioni.

Incontro marzo 2019

L’appuntamento per la delegazione di Bergamo della Gebetsliga è per DOMENICA 17 Marzo 2019 ,

presso il Monastero di San Benedetto, a Bergamo, in via Sant’Alessandro n°51, con il seguente programma:

  • Ore 16:00:  preghiera del Santo Rosario meditato, per la Pace fra i popoli, nello spirito del Beato Carlo
  • Ore 16:30:  catechesi guidata dal nostro assistente ecclesiastico, Rev. Don Maurizio Rota

Fino alle ore 15:40 circa è possibile parcheggiare gratuitamente l’auto presso la casa dei Preti del Sacro Cuore, in via Garibaldi, n°10.

Incontro gennaio 2019

L’appuntamento per la delegazione di Bergamo della Gebetsliga è per DOMENICA 27 Gennaio 2019 ,

presso il Monastero di San Benedetto, a Bergamo, in via Sant’Alessandro n°51, con il seguente programma:

  • Ore 16:00:  preghiera del Santo Rosario meditato, per la Pace fra i popoli, nello spirito del Beato Carlo
  • Ore 16:30:  catechesi guidata dal nostro assistente ecclesiastico, Rev. Don Maurizio Rota

Fino alle ore 15:40 circa è possibile parcheggiare gratuitamente l’auto presso la casa dei Preti del Sacro Cuore, in via Garibaldi, n°10.

S.Messa del Vescovo Gianni Ambrosio per l’anniversario della Delegazione piacentina

   Una bella festa in famiglia per ricordare l’anniversario di avvìo della Delegazione piacentina della Gebetsliga.

   S.E. Mons. Gianni AMBROSIO, per grazia di Dio e volontà della Santa Sede Vescovo di Piacenza-Bobbio e Abate di San Colombano, ha celebrato la S.Messa (in rito latino riformato) nella chiesa di S.Giorgino in Sopramuro, ove ha sede la Delegazione (ospite dell’ antica Confraternita della Beata Vergine del Suffragio).

   Hanno concelebrato il Delegato nazionale Mons. Arnaldo Morandi insieme con il bresciano Don Roberto Bonsi.

   Presente in presbiterio il Rettore della chiesa di S.Giorgino Canonico Don Joseph Luzuy.

   Presenti fra i fedeli i costituenti la Delegazione piacentina e diversi amici; il Priore della Confraternita Conte Dott.Carlo Emanuele Manfredi, anch’egli componente la Delegazione.
In rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – oltre, naturalmente, al Vescovo stesso, che ne è Priore per la regione Emilia Romagna, in qualità di Cavaliere di Gran Croce di grazia Ecclesiastico, e allo stesso Mons. Morandi, Segretario Generale dell’Ufficio del Gran Priore e Priore della Delegazione della Lombardia, anche l’Avv.Franco Marenghi, delegato Vicario dell’Ordine per Piacenza, e il Dott.Carlo Giarelli.

   All’omelia Mons.Vescovo ha ben ricordato la grandezza morale e spirituale della figura del nostro Beato Imperatore, istituendo anche un significativo parallelo tratto dalla liturgia del giorno, che ha consentito di raffrontare un “grande” re e imperatore come Carlo – grande nonostante la tragedia della sua vita e delle vicende del suo breve regno martoriato dalla guerra e dalle inimicizie interne ed esterne e umiliato da un immeritato esilio, grande perchè amico di Dio e uomo di pace – e quelle di un “piccolo” re come Erode, meschinamente incapace di andare oltre i limiti delle passioni umane e del rispetto umano, giungendo al crimine più nefasto. Particolarmente sottolineate, poi, le figure di Carlo e Zita sposi santi.

   Il Vescovo ha augurato prospera attività alla Gebetsliga di Piacenza, così come, nel saluto a fine celebrazione, Mons.Morandi, il quale ha portato anche il saluto dei vertici ecclesiastici della Gebetsliga e dell’Ordine Costantiniano ed è stato accompagnato, nel grato commiato a tutti, dal Delegato della Gebetsliga di Piacenza  Prof.Maurizio Dossena, il quale ha sottolineato con soddisfazione l’attenzione del Papa e dei Vescovi per la nostra Unione di Preghiera.