Monthly Archives: Ottobre 2020

Newsletter Novembre 2020

mese di tutti i santi e dei fedeli defunti

“Santi e Morti”: fede cristiana e memoria affettuosa.

Pietà popolare e ricordo dei propri cari Defunti non si spengono.

La ricorrenza religiosa chiamata nel linguaggio comune “ Festa dei Santi e dei Morti”, accompagna l’ultima settima di ottobre e soprattutto i primi giorni di novembre.

“Tutti i Santi e Commemorazione di tutti i fedeli Defunti”.
Il primo novembre, con l’anticipo alla sera del 31 ottobre (Messa vespertina festiva della vigilia), la Chiesa cattolica celebra la solennità denominata oggi nel calendario liturgico e nel Messale: “Tutti i Santi”.
Il giorno seguente, 2 novembre, il Calendario liturgico indica “ Commemorazione di tutti i fedeli Defunti”. Una ricorrenza che, nella gradualità della importanza di ogni singola celebrazione, è indicata come “Solennità”. La contemplazione di tutti i Santi unita al ricordo dei Defunti, ha creato attorno a questi giorni una attenzione ancor’oggi molto forte.

Origine storica
La festa di “Tutti i Santi”, detta anche “Ognissanti”, è presente nella chiesa latina fin dal secolo VII. La dedicazione della Chiesa di S. Maria ad Martyres (il Pantheon) ad opera di Papa Bonifacio IV era ricordata ogni anno, nel suo anniversario, il giorno 13 maggio con imponente partecipazione di fedeli. La data fu spostata nell’anno 835 il 1° di novembre. Questo spostamento sembra essere stato determinato dalla conclusione dei lavori agricoli, e quindi dalla maggiore possibilità di partecipazione da parte delle persone.
La Commemorazione di tutti fedeli defunti, detta anche “Giorno o festa dei Morti, o dei Defunti” ha una origine più recente, negli anni 1025-1030. L’ideatore e diffusore di questo giorno interamente dedicato al ricordo dei Defunti con la preghiera di suffragio, è stato l’abate di Cluny, sant’Odilone.
Le due celebrazioni sono state confermate nelle varie riforme dei Calendari Liturgici e sono giunte nella loro collocazione, nella loro struttura e nei testi liturgici propri, fino ai nostri giorni. In occasione dell’intervento dello Stato Italiano su alcune festività religiose infrasettimanali, alle quali è stata tolta la valenza di festa anche civile (vedi S. Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini…) la solennità dei Santi è stata rispettata nel suo valore religioso significativo. Il collegamento con il ricordo dei Defunti ne richiama il valore anche in una visione laica del calendario.

Significato teologico: per la fede e per la vita.

La intensità del valore teologico (per la fede e per la vita) di queste celebrazioni è molto significativo. Indica ed illumina il cammino di ogni credente, chiamato a vivere nella “Santità”, e destinato a raggiungere, dopo la morte, la meta della sua esistenza: la vita eterna in Dio.
Questo giorno ha il significato di unire in un’unica celebrazione tutti coloro che sono vissuti ed hanno concluso la loro vita nella realtà dell’amore di Dio.  Mi piace proporre questa festa come un giorno nel quale ogni cristiano può sentire familiare, cioè legata alla sua concreta esperienza, la parola “Santità”.  La presentazione dei Santi spesso in passato fu accompagnata da racconti straordinari, ciò ha rischiato di presentare questa realtà come destinata a pochi eletti. La Santità invece è dono gratuito di Dio, affidato ad ogni persona che ha incontrato il suo amore in Cristo Gesù, e che in questo amore cerca di vivere nella concretezza della propria esistenza, come ambiente e come storia personali.
Il cammino della vita ha, per ogni cristiano, la meta della partecipazione alla vita eterna, nella Casa del Padre, dove Cristo ci ha preceduto. Ci ha detto “Vado a prepararvi un posto… perché siate anche voi dove sono io”. Nel giorno dei Santi contempliamo la moltitudine di fratelli in umanità e nella fede che, conclusa la vita terrena, vivono in Dio.  Tra questi, noi cristiani pensiamo e speriamo ci siano tutti i nostri cari Defunti.
Viviamo nell’attesa dell’incontro definitivo, dopo il doloroso distacco rappresentato dalla loro morte.
Il pensiero che i nostri fratelli e sorelle non siano ancora nella pienezza della vita di Dio (Purgatorio) è alla base della nostra preghiera per loro. E’ preghiera detta “ del suffragio”: la chiesa ed i fratelli nella fede la presentano al Padre per la liberazione delle anime  dei Defunti da quell’ostacolo costituito dalle pene dei peccati commessi in vita per la fragilità della natura umana e già perdonati dal Sacramento della Riconciliazione, che impedisce loro momentaneamente la piena partecipazione alla contemplazione beatifica del volto di Dio ( Paradiso ) provocando una sofferenza purificatrice lenita dalle preghiere che la chiesa militante nel tempo eleva per il loro bene.

Il senso della processione o visita al Cimitero o Campo Santo
La visita al Cimitero o campo Santo non è solo un atto personale familiare. In molte comunità, il giorno dei Santi, i fedeli vivono l’esperienza della processione dalla Chiesa al Cimitero. E’ la chiesa in cammino che raggiunge, nel rito, la Chiesa della gloria e della meta raggiunta. La professione di fede nella vita futura rende più significativo l’affettuoso ricordo dei nostri cari Defunti.

Indulgenza Plenaria per i cari defunti

Normalmente è possibile lucrare a favore delle anime del Purgatorio l’indulgenza plenaria (una sola volta) dal  mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto a tutto il giorno successivo vistando una chiesa e recitando il Credo e il Padre Nostro. Sono inoltre da adempiere queste tre condizioni:

*confessione sacramentale Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo. Con una confessione si possono acquistare più indulgenze plenarie, purché permanga in noi l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato, anche veniale.

*comunione eucaristica

*preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice recitando Padre Nostro e Ave Maria

Eccezionalmente per questo 2020 La stessa facoltà alle medesime condizioni è concessa dalla Penitenzieria Apostolica per tutto il mese di novembre al fedele che devotamente visita il cimitero o non potendolo fare fisicamente anche soltanto mentalmente prega per i fedeli defunti.

Non facciamo mancare ai nostri morti questo dono prezioso, è l’unica cosa che li raggiunga e li possa sollevare.

Intenzioni di preghiera per il mese di novembre

 ·        Per il Papa.

·        Per tutti i nostri cari defunti e tutte le anime del purgatorio.

·        Per i poveri, i sofferenti nel corpo e nello spirito e per chiedere il superamento dell’attuale situazione pandemica.

·        Per i ministri dell’Altare affinchè conformino sempre più la loro vita al mistero che celebrano nella ricerca continua della santificazione personale e della chiesa.

·        Perché sia presto proclamata la santità del Beato Carlo d’Austria.

Preghiere per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

Dio Padre Onnipotente, attraverso il Beato Carlo hai dato alla tua Chiesa e al popolo di Dio un esempio completo di vita cristiana.
Le sue azioni e le sue scelte nel campo politico e  familiare sono state  fermamente ispirate al Vangelo e sugli insegnamenti della dottrina cristiana. Il suo amore per Gesù Eucarestia è cresciuto in periodi di grande incertezza e ciò lo ha portato ad unirsi al sacrificio di Cristo, attraverso il suo sacrificio e l’offerta della propria vita per la salvezza dei suoi popoli. L’Imperatore Carlo ha profondamente amato la Madre di Dio Maria Santissima ed ispira anche noi come lui ha fatto a  pregare il santo Rosario.
Rafforzaci ora col suo aiuto, interceda per tutti i bisognosi, quando la malattia, lo scoraggiamento, lo sconforto, la solitudine, l’amarezza e le difficoltà della vita mettono a dura prova. Aiutaci a vedere e a seguire l’esempio del Tuo fedele servo il beato Carlo e per sua intercessione ascolta le nostre suppliche ed accogli le nostre preghiere (enunciare la propria intenzione).
Concedi i segni necessari affinché ne sia riconosciuta la santità, per la gloria del Tuo nome, nella lode della Santa Vergine Maria per il bene della santa Chiesa. ( Pater, Ave, Gloria )
Amen.

PREGHIERA AL BEATO CARLO IN TEMPO DI CALAMITA’

Beato Carlo, hai accettato i difficili compiti e le sfide che Dio ti ha dato durante la tua vita,
hai sempre confidato in Nostro Signore Gesù Cristo attraverso la guida dello Spirito Santo
e in Maria, Madre di Dio e nostra, hai sempre trovato ispirazione, consolazione e speranza.
Vieni in nostro aiuto ora che siamo provati da questa calamità  che spaventa e flagella il mondo e intercedi per noi.

Ti affidiamo le anime dei defunti perché siano nell’abbraccio misericordioso di Dio e conforta tutti coloro che soffrono nel lutto e nel dolore.
Intercedi per la guarigione dei malati,  possano ritrovare forza e salute del corpo e dello spirito.

Tu che sei stato un vero Re cristiano illumina i Capi delle nazioni nell’ emanare decisioni giuste e sagge 
per il bene e la pace dell’umanità.

Chiedi forza e coraggio per i medici, gli infermieri, quanti si prendono cura degli ammalati e gli scienziati; 
siano guidati dalla saggezza, la conoscenza e la compassione del Divino Medico.

Dissipa le nostre paure, ansie e orgoglio, affinché possiamo collaborare responsabilmente con tutti i popoli e le nazioni 
per la salute, la pace e la fratellanza.
Rafforza con i tuoi esempi la nostra fede e chiedi per noi coraggio per sperimentare e
testimoniare l’intervento curativo di Dio.                                                                                                                                                      Fa che con la tua guida possiamo mettere la nostra vita nelle mani dell’Onnipotente e fare la Sua Santa Volontà 
fino a quando lo potremo lodare in eterno, come hai fatto tu, per Cristo nostro Signore. Amen.                                                                                                                                                          Pater, Ave, Gloria

PREGHIERA ALLA MADONNA DI FATIMA

  Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen


O Vergine Santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio. Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato, per appartenere così più perfettamente a Gesù. Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione con una vita tutta spesa nell’amore di Dio e dei fratelli, sull’esempio della tua vita. In particolare Ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei peccati miei e degli altri, con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore. Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario, contemplando i misteri della vita di Gesù, intrecciati ai misteri della tua vita. Voglio vivere sempre da vero figlio tuo e cooperare perchè tutti Ti conoscano e amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore.

Amen.

Festa del beato Carlo 2020

Mercoledì 21 ottobre la nostra delegazione ha celebrato solennemente la festività liturgica del beato Carlo. Seppure nella limitatezza delle possibilità, si è cercato di programmare ugualmente un momento formativo anche per illustrare la vita e le virtù del Beato a nuovi amici che non ne avevano mai sentito parlare. Al termine dell’incontro tenuto dagli assistenti locali della delegazione, la celebrazione solenne della Santa Messa con la recita delle litanie al Beato Carlo e la benedizione con la reliquia. Alcuni associati hanno potuto poi fermarsi per cenare insieme, contribuendo ulteriormente a rendere questa giornata speciale.

Festa liturgica del Beato Carlo d’Austria

Sabato 24 ottobre, la Rappresentanza provinciale di Cremona, si è riunita per il consueto incontro mensile, nella chiesa dei Frati Minori Cappuccini di via Brescia. Un incontro di fede e preghiera che ha sancito la devozione al nostro Beato Carlo con l’auspicio di poterlo presto vederlo annoverato tra i santi.

Nuovo assistente spirituale della Rappresentanza provinciale di Cremona

Mons. Arnaldo Morandi, assistente nazionale della Gebetsliga, consegna una medaglia raffigurante il Beato Carlo d’Asburgo a Padre Andrea Cassinelli, nuovo assistente spirituale della Rappresentanza provinciale di Cremona. La sobria, ma sentita cerimonia di conferimento ufficiale dell’incarico ha avuto luogo lo scorso primo ottobre presso il convento dei Padri Cappuccini di via Brescia.

Mons. Morandi a sinistra, consegna la medaglia in bronzo, del B. Carlo d’Austria a p. Andrea Cassinelli ofmcap

MEMORIA LITURGICA 2020


Martedì 21 ottobre 2020 alle ore 17 nella chiesa parrocchiale S. Maria Assunta di Sartirana Lomellina è stata celebrata la S. Messa solenne con proprio nella ricorrenza della memoria liturgica del Beato Carlo d’Austria, con il privilegio della presenza del nipote, l’Arciduca Martino, e di alcuni componenti del gruppo Gebetsliga locale.

La scelta mirata delle letture da parte del celebrante don Luca Balzaretti ha dato spunto a commenti profondi, sottolineando l’importanza dell’amore: “Amare Dio significa amare i fratelli, proprio quell’amore per Dio e per i fratelli che ha caratterizzato la vita del Beato Carlo.”

Poi il Vangelo, le Beatitudini, che riassumono lo stile dell’Imperatore d’Austria, operatore di pace in una guerra che lui non ha voluto e che ha contrastato ad ogni costo.

Al termine della Santa Messa, don Luca ha poi dato lettura della preghiera per chiedere l’aiuto del Beato Carlo in tempo di calamità, ha impartito la Benedizione con la Reliquia del Beato, ha pregato per le famiglie e per la guarigione fisica ed interiore soprattutto di chi sta trascorrendo le ultime ore verso la misericordia di Dio.

Ferrara — ottobre 2020

In questo mese di ottobre cade la festa del beato Carlo, fissata da san Giovanni Paolo II nel giorno del suo matrimonio, e non come di consueto nella data della morte.

A Ferrara l’abbiamo ricordato con una santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Chiara da don Mattia Tanel

mercoledì 21 ottobre 2020


Alla conclusione, dopo la recita della preghiera al beato Carlo e la benedizione con la reliquia “ex ossibus”, il gruppo dei soci ha potuto ammirare la nuova icona donata alla Rettoria di Santa Chiara, sede della Gebetsliga ferrarese, dalle monache benedettine del convento di Sant’Antonio in Polesine, che già avevano “scritto” l’icona donata due anni fa alla Cattedrale.

CELEBRATA IN S.CORRADO LA MEMORIA LITURGICA DEL BEATO CARLO D’ASBURGO

   La Delegazione piacentina della Gebetsliga – Unione di preghiera Beato Carlo d’Asburgo per la pace e la fratellanza tra i popoli – ha onorato, mercoledì 21 ottobre scorso, la memoria liturgica del Beato Carlo d’Asburgo, l’ultimo imperatore (1887-1922), beatificato da S.Giovanni Paolo II nel 2004, che rimane oggi per noi esempio fulgido di sequela coraggiosa e convinta del Vangelo di Cristo in una particolare condizione di stato, quello di responsabile primo di molti popoli, nel drammatico frangente di una guerra mondiale da lui non voluta, nella ricerca continua ma, purtroppo, senza esito, della pace, alla sequela dell’autorevole parola di Papa Benedetto XV (“l’inutile strage”) contro l’ostinata volontà dei guerrafondai. Esempio pure di santità coniugale e famigliare, insieme con la sposa, la Serva di Dio Zita di Borbone-Parma, con la quale si votarono al raggiungimento della santità nel matrimonio e nella famiglia. Proprio per questo il Santo Papa nel 2004 scelse come data liturgica per Carlo la data delle nozze (21 ottobre 1911), cosicché Carlo rimane per noi oggi modello, insieme con Zita (per la quale è in corso il processo di beatificazione) e con i loro otto figli, per la famiglia cristiana, oltreché per una politica ispirata sempre al bene e alla centralità della persona e dei popoli: entrambe realtà di urgente rivalutazione nella società odierna.

   La ricorrenza, a Piacenza, è stata onorata con la celebrazione della Santa Messa propria del Beato nella chiesa parrocchiale di S.Corrado Confalonieri, nuova sede della Gebetsliga piacentina (insieme col Preziosissimo Sangue, ove sarà anche punto di incontro per la famiglia e le famiglie) dopo i primi anni in S.Giorgino in Soprammuro. All’omelia Don Paolo Cignatta, assistente ecclesiastico della Gebetsliga piacentina, ha colto e proposto l’insegnamento del Vangelo del giorno, identificando nell’ultimo Imperatore il buon cristiano a cui “è stato chiesto molto avendo avuto molto”: gli è stato chiesto infatti un impegno di politica cristiana e di amore per la pace in mezzo agli orrori della guerra, di sovrano e soldato leale ma anche da perfetto soldato di Cristo, gli è stato chiesta la rinuncia  a tutti beni materiali, la fine della sua vita in povertà, esilio e abbandono, la morte a trentaquattro anni per un male fulminante e un’agonia offerta a Dio per il bene dei suoi popoli.

   I presenti alla celebrazione, sotto la guida del Delegato Prof.Maurizio Dossena, hanno recitato sia la preghiera canonica per la canonizzazione di Carlo, sia una specifica preghiera a lui nell’ora della calamità, per lui che morì di un male assai simile a quello che miete vittime oggi, una coda dell’influenza cosiddetta “spagnola” di un secolo fa.

NOVENA

 21 OTTOBRE MEMORIA LITURGICA

13 OTTOBRE INIZIO DELLA NOVENA AL BEATO CARLO. 21 OTTOBRE MEMORIA  LITURGICA.

Inizia martedì 13 ottobre la novena al Beato Carlo che quest’anno pregheremo in modo particolare per il superamento della pandemia, condividendo tutte le intenzioni gli uni degli altri per portare davanti a Dio per l’intercessione del Beato Carlo ogni ringraziamento e ogni richiesta di bene.

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Questa novena al Beato Carlo può essere celebrata anche individualmente, in questo caso ogni meditazione sia seguita da Pater, Ave e Gloria e dalla pregheira per la canonizzazione. Per la celebrazione comunitaria si inseriscano le meditazioni di seguito, in un contesto di preghiera, una per giorno e la preghiera al Beato Carlo in tempo di calamità. Si suggerisce anche la recita del S. Rosario e l’adorazione Eucaristica. iL 21 ottobre, memoria liturgica può essere celbrata l’Eucaristia.

PREGHIERA AL BEATO CARLO IN TEMPO DI CALAMITA’                      


Beato Carlo, hai accettato i difficili compiti e le sfide che Dio ti ha dato durante la tua vita,
hai sempre confidato in Nostro Signore Gesù Cristo attraverso la guida dello Spirito Santo
e in Maria, Madre di Dio e nostra, hai sempre trovato ispirazione, consolazione e speranza.
Vieni in nostro aiuto ora che siamo provati da questa calamità  che spaventa e flagella il mondo
e intercedi per noi. Ti affidiamo le anime dei defunti perché siano nell’abbraccio misericordioso di Dio
e conforta tutti coloro che soffrono nel lutto e nel dolore.
Intercedi per la guarigione dei malati,
possano ritrovare forza e salute del corpo e dello spirito.

Tu che sei stato un vero Re cristiano
illumina i Capi delle nazioni nell’ emanare decisioni giuste e sagge
per il bene e la pace dell’umanità.

Chiedi forza e coraggio per i medici, gli infermieri,
quanti si prendono cura degli ammalati e gli scienziati;
siano guidati dalla saggezza, la conoscenza e la compassione del Divino Medico.

Dissipa le nostre paure, ansie e orgoglio,
affinché possiamo collaborare responsabilmente con tutti i popoli e le nazioni
per la salute, la pace e la fratellanza.
Rafforza con i tuoi esempi la nostra fede
e chiedi per noi coraggio per sperimentare e
testimoniare l’intervento curativo di Dio.

Fa che con la tua guida possiamo mettere la nostra vita nelle mani dell’Onnipotente
e fare la Sua Santa Volontà
fino a quando lo potremo lodare in eterno, come hai fatto tu,
per Cristo nostro Signore. Amen.

Pater, Ave, Gloria

Primo Giorno

Venerazione del più Santo dei Sacramenti
Il Beato Carlo viveva nella gloria del Santissimo Sacramento. I raggi splendenti di grazia lo attraevano ed adorava raccogliersi presso il tabernacolo. Sia che si trovasse stretto tra le corde del governo, sia che fosse un normale inizio di giornata, egli cercava la guida ed il conforto davanti a Gesú Cristo nel tabernacolo. Ovunque si trovasse provvedeva ad avere a sua disposizione una cappella privata dove il Santissimo Sacramento potesse essere onorato. La sua devozione per l’eucaristia si manifestava anche nei minimi dettagli, come per esempio nella preoccupazione che il lume del santuario si potesse spegnere. Varie volte al giorno infatti diceva: “Devo andare a vedere se la candela dell’altare sta ancora bruciando”. In questi momenti tutti sapevano che egli si sarebbe allontanato per vario tempo pregando in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento.
La profondità delle sue preghiere e delle meditazioni era così grande che spesso era inconsapevole di ciò che accadeva intorno a lui. Ad esempio, durante la Messa, capitava spesso che non si accorgesse del cestino per le offerte, per quanto era immerso nelle sue preghiere. Per non disturbarlo, la principessa Zita gli consigliò di tenere l’offerta tra le mani sin dall’inizio della Messa, così che lei poteva poi dargli un colpetto al momento giusto.
Padre Maurus Carnet, O.S.B., riferisce sull’Imperatore Carlo: “A Disentis (Svizzera), non importava se nevicasse o se ci fossero alti mucchi di neve, egli era sempre puntuale per la Messa alla Chiesa di Santa Maria per ricevere la Santa Comunione, che veniva servita anche dall’ erede dai riccioli biondi, il principe Otto…”
Durante la fatale malattia, l’Imperatore aveva un fortissimo desiderio di ricevere frequentemente la Santa Comunione. La Messa veniva celebrata nel salone che si trovava adiacente alla stanza del malato. Inizialmente la porta veniva lasciata accostata in modo che potesse seguire la Messa in privato senza rischiare di contagiare qualcuno, ma presto egli domandò che la porta rimanesse aperta dicendo: “desidero tanto vedere l’altare!” Egli era talmente rispettoso dell’Eucaristia che non l’avrebbe accettata per paura che la tosse continua potesse profanare l’ostia; tuttavia eccezionalmente, durante i riti sacri, la tosse passava completamente ed egli era in grado di ricevere la Comunione. Era come se Dio esigesse che egli ricevesse la Santa Comunione. Quando un giorno chiese all’imperatrice di dire al prete che desiderava ricevere la Comunione, lei rispose che non era possibile in quanto l’unica ostia consacrata l’avrebbe ricevuta la contessa Mensdorff. L’Imperatore Carlo non poteva essere dissuaso e quindi l’imperatrice andò comunque dal prete accorgendosi che anche lui doveva avere una voce interiore in quanto aveva consacrato un’altra ostia per l’Imperatore.
Allo stesso modo in cui visse, l’Imperatore Carlo affrontò la morte. In vita era unito al nostro Signore ed il Santissimo Sacramento era al centro della sua vita quando morì. Mezz’ora prima di lasciare la vita egli desiderò ricevere per l’ultima volta la Santa Comunione. Nonostante il suo viso fosse pallido e contratto a causa dell’infezione ai polmoni e la stanchezza per combattere la malattia, egli si illuminò di gioia quando ricevette l’Eucaristia. Questi raggi di luce rimasero sul suo viso anche dopo la morte. Durante gli ultimi momenti dell’Imperatore, padre Zsàmboki teneva il Santissimo Sacramento davanti ai suoi occhi ed in presenza dell’Eucaristia pronunciò le ultime parole: “Sia fatta la tua volontà, Gesù, Gesù, vieni!” E con l’ultimo respiro sussurrò: “Gesù!”
Egli entrava ora nella luce eterna, simbolizzata dal lume del santuario che egli aveva così accuratamente curato nella sua cappella.
Preghiera: Mio Signore e Dio, grazie al meraviglioso esempio del Tuo servo, l’Imperatore Carlo, io verrò spesso da Te nel tabernacolo e Ti riceverò con gioia e desiderio nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo d’Austria. Amen.

Secondo Giorno

Un Imperatore devoto al Sacro Cuore di Gesú
“Gesù, gentile ed umile di cuore, configura i nostri cuori perché siano come il Tuo”.
Il 2 ottobre 1918 il Beato Carlo consacrò la sua famiglia e se stesso al Sacro Cuore di Gesù.
Attraverso la sofferenza, il mal giudizio, la diffamazione, la persecuzione, la sua forza d’animo nel sacrificare la propria vita per il popolo, l’esilio ed attraverso la sua dolorosa e fatale malattia, l’Imperatore Carlo permise al suo cuore di unirsi al Sacro Cuore di Gesù.
Persino in esilio e durante la malattia l’Imperatore prese a cuore i suoi doveri di Monarca e padre del suo popolo. A causa della sua malattia l’imperatrice Zita usava leggergli il giornale; tuttavia ritenendo che gli articoli lo potessero affaticare e preoccupare troppo, insistette dicendo che non era benefico leggere per lo stato in cui si trovava. l’Imperatore rispose: “È mio dovere essere informato, non un piacere. Per favore leggi!”
La sua devozione per il Sacro Cuore di Gesù si rafforzò durante la sua dolorosa ed ultima malattia. Nel letto di morte disse alla contessa Mensdorff: “È così bello avere fede nel Sacro Cuore di Gesù. Senza di lui, le sofferenze sarebbero impossibili da sostenere”.
Il Beato Carlo mantenne l’immagine del Sacro Cuore di Gesù sotto il suo cuscino per tutta la vita e durante la fatale malattia. Un volta l’imperatrice Zita voleva che Carlo riposasse per un poco e facendogli vedere l’immagine del Sacro Cuore gli disse che era assolutamente necessario che prendesse sonno e che avrebbe dovuto domandarlo al Signore. Egli fissando l’immagine, velocemente ma con devozione pronunciò: “Adorato Signore, per favore concedimi di dormire”. Fu poi in grado di addormentarsi e riposare per tre ore, cosa di cui aveva estremamente bisogno.
Preghiera: Mio Signore e Dio, in accordo al meraviglioso esempio del Tuo servo, Imperatore Carlo, anche io desidero consacrarmi al Tuo Sacro Cuore. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Carlo d’Austria. Amen.

Terzo Giorno

Una vita di sacrificio
“Non esiste più grande amore che donare la vita ai propri amici”.
Al momento in cui l’Imperatore fu esiliato nell’isola di Madera, la sua vita era già caratterizzata dal sacrificio per gli altri.
Egli perse la sua patria, l’impero ed il trono. La sua stessa gente gli confiscò i beni privati ed i possedimenti. Povero, senza amici e non in grado di guadagnarsi da vivere, doveva sostenere la moglie con sette figli ed uno in ventre. Era costretto a vivere sotto il controllo straniero in un’isola lontana e in un’umida casa non abitabile. Nonostante tutto egli si dimostrò eroicamente pronto a sacrificarsi per il prossimo.
L’ultimo sacrificio dell’Imperatore Carlo era l’offerta della propria vita. Tramite le sue preghiere a Dio, egli era convinto che Dio volesse la sua vita come ultimo sacrificio per la salvezza del suo popolo.
Durante tutto il corso della sua vita ed anche nei momenti difficili, l’Imperatore si recava a Messa giornalmente. Persino alla fine dei suoi giorni perseguì quest’abitudine in congiunzione all’assunzione dell’ostia che divenne il santo sacrifico dell’agnello di Dio; offrì completamente se stesso alla Volontà di Dio per la salvezza del suo popolo.
A Madera, la Chiesa più amata dall’Imperatore era quella di Nossa Senhora do Monte la quale poteva essere avvistata anche a miglia di distanza. Una volta, parlando con sua moglie mentre la Chiesa si vedeva in lontananza, egli affermò che Dio chiedeva la sua vita per il bene del proprio popolo. L’imperatrice sbalordita rimase senza parole, ma con risolutezza negli occhi, l’Imperatore guardando la Chiesa disse: “lo farò!”
Poco tempo dopo, Dio accettò il voto dell’Imperatore, egli si ammalò improvvisamente e morì di una morte prematura. Le parole profetiche pronunciate dal Papa Pio X durante l’incontro con Carlo, allora un giovane Arciduca, si avverarono: “Io benedico l’Arciduca Carlo, il futuro Imperatore d’Austria che aiuterà a guidare le nazioni ed i loro popoli verso grandi onori e benedizioni – ma questo non sarà riconosciuto che dopo la sua morte”.
Preghiera: Mio Signore e Dio, io Ti ringrazio per il sacrifico che l’Imperatore Carlo ha fatto donando la sua vita. Aiutami a seguire il suo esempio altruista senza rifiutare alcun sacrifico che Tu potresti chiedermi. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo d’Austria. Amen.

Quarto Giorno

Condividere la Passione di Cristo – Grandezza nella Sofferenza
Nonostante l’Imperatore Carlo fosse stato costretto all’esilio ed al trasferimento in un’angusta ed umida villetta in cima ad una montagna vicino Funchal con la sua famiglia, egli mantenne sempre un atteggiamento positivo ed un’allegra disposizione d’animo rispondendo a coloro che chiedevano: “stiamo immeritatamente bene”. Seguendo l’esempio di Dio egli volontariamente portò la propria croce per amore della sua gente; offrì il suo sacrificio a Cristo crocifisso attraverso l’esilio, le preoccupazioni per il bene della sua patria e del suo popolo e non ultimo per la sua famiglia alla quale mancava il cibo, l’assistenza medica ed era costretta a vivere in un’umida casetta, senza accessori e riscaldamento.
Come Cristo dovette sopportare lo scherno dei soldati con la corona di spine, il mantello ed il bastone tra le mani, così anche il Beato Carlo soffrì la derisione dei suoi nemici con mistica partecipazione indossando l’emblema della passione di Cristo, attraverso la sofferenza causatagli dalla condanna dei suoi stessi ministri e dal bando. Non gli fu risparmiato neanche il tradimento da coloro che gli erano più vicino.
Ciò nonostante, l’Imperatore Carlo affermava: “Sono riconoscente al nostro amato Signore per tutto quello che ci regala”.
Come Gesù sudò sangue nel giardino degli ulivi, così l’Imperatore soffrì terribilmente a causa del sudore durante la sua malattia. Mentre si tormentava nel letto, un giorno supplicò l’Arciduchessa Maria Theresa: “Ti prego nonna, fa che non sudi così tanto”. Ella rispose: “I dottori dicono che ti fa bene” e Carlo obiettò: “Ho paura di non poterlo sopportare più a lungo”. L’Arciduchessa allora indicò il crocifisso nelle sue mani dicendo: “…per noi egli sudò sangue”. Gli occhi dell’Imperatore allora seguirono i movimenti di lei, diede un lungo sguardo al crocifisso e poi annuì con la testa varie volte. Da quel momento in poi, il beato Carlo non menzionò più le sue afflizioni, nonostante soffrisse tanto del sudore fino alla sua morte.
La malattia peggiorava e la sofferenza si manifestava con mancanza d’aria e respiro affannoso, infezioni alle braccia a causa delle varie iniezioni, piaghe per i bendaggi e le bruciature sul collo e sulle spalle dove era stato usato il metodo dei bicchieri ardenti a causa dell’infezione. La sua testa doveva essere sostenuta, poichè egli da solo non aveva la forza per tenerla eretta. Nonostante queste sofferenze, egli era sempre preoccupato per gli altri – soprattutto per i suoi figli – per paura che la malattia potesse essere contagiosa.
I medici che lo assistevano, affermavano di non aver mai visto una tal forza d’animo come quella dell’Imperatore. Egli dimostrava un eccezionale autocontrollo nella malattia e le sue capacità mentali rimasero intatte nonostante la febbre ed il dolore intenso. Notavano inoltre che soltanto una volta capitò che l’Imperatore li salutò in tedesco invece che in francese, la lingua comune.
Il Beato Carlo pregò costantemente fino alla fine dei suoi giorni. Persino i medici, che nel frattempo si erano affezionati al loro paziente imperiale, piansero come bambini quando realizzarono che non potevano prevenire la morte dell’Imperatore ne alleggerirne il dolore e la sofferenza. Prima di morire, egli affermò: “Io dichiaro il manifesto di novembre nullo ed insignificante in quanto è stato ottenuto con la forza.. Nessun uomo può negare che io sono il Re d’Ungheria”. Alle 10 di mattina l’Imperatore asserì: “È mio dovere soffrire, in modo che la mia gente possa unificarsi nuovamente”. Poco dopo mezzogiorno, alle 12:23, le sofferenze dell’Imperatore cessarono per sempre.
Preghiera: Mio Signore e Dio, l’Imperatore Carlo umilmente Ti ha accompagnato lungo la strada della croce. Aiutami a seguire il suo esempio e, nell’amore per Te, aiutami a portare le mie croci giornaliere. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Carlo d’Austria. Amen.

Quinto Giorno

“Ama il tuo nemico”
L’Imperatore ha praticato eroicamente questo comandamento.
Durante la sua vita egli perdonò gli altri continuamente ed in modo esemplare. L’Imperatore Carlo soffrì a causa delle molte bugie, diffamazioni e delle numerose privazioni nella sua vita. Eppure, l’esempio finale del suo perdono, fu espresso dalle parole che egli pronunciò sul letto di morte: “Io perdono tutti i miei nemici, coloro che mi hanno diffamato e coloro che hanno agito contro di me”.
Il 5 aprile 1925, Rudolf Brougier, vecchio assistente nel campo, scrisse nelle sue memorie sull’Imperatore Carlo prima dell’ascesa al trono nel 1916 affermando: “(Egli aveva) una fede autentica in Dio, un cuore generoso, deliziosamente affabile, instancabilmente fedele al suo dovere, ed una particolare abilità per quanto riguarda la guida delle milizie. La sua naturale umiltà e la sua spontanea disposizione erano rafforzate dalla sua educazione. Egli mancava di superficialità e non aveva bisogno di comportarsi come un istrione. Egli accettò il suo pesante carico con tutta la sua naturale allegria, nonostante il suo peso lo opprimesse sin dall’inizio. Il coraggio dell’Arciduca e l’assenza di paura per la propria sicurezza, erano già note e riconosciute; rimasero le sue caratteristiche come Imperatore ed egli le preservò anche attraverso i tempi più duri.
Il Beato Carlo si sentiva inoltre completamente responsabile per il bene dei suoi subordinati . Il suo contegno di pura carità in unione con la sua profonda fede formarono la molla principale della sua lotta costante per la pace. Nel 1916 egli già considerava il raggiungimento di una veloce ed onorevole fine della guerra, il suo fine principale come successore al trono; sin dall’inizio della sua ascesa egli investì tutto il suo impegno per raggiungere questo obiettivo: la tutela del popolo del suo impero da ulteriori sacrifici ed il ruolo di un Imperatore pacifista in un’Austria ringiovanita”.
È difficile credere che un uomo con tali virtù e nobile carattere potesse essere così duramente contrastato e calunniato in modo da distruggere la sua reputazione. Non solo l’Imperatore soffrì a causa della confisca dei beni personali ma il suo buon nome venne oltraggiato da bugie e maldicenze.
Le sacre scritture ci insegnano che le norme per raggiungere la santità possono essere misurate dalla capacità di ognuno di noi nell’amare il nemico. In luce di questo criterio è possibile garantire che il Beato Carlo vantava un altissimo grado di virtù.
Preghiera: Mio Signore e Dio, Tu ci insegni nel “Padre Nostro” a perdonare i peccati degli altri così che anche i nostri possano essere perdonati. Aiutami ad imitare l’esempio dell’Imperatore Carlo in modo che io possa perdonare tutte le ingiustizie che sono state fatte contro di me. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo. Amen.

Sesto Giorno

Padre devoto
Una delle privazioni più grandi per l’Imperatore Carlo fu la separazione dai suoi figli quando lui e la principessa Zita furono mandati in esilio nell’isola di Madera. I loro figli rimasero in Svizzera finché l’imperatrice Zita, con molte difficoltà, fu in grado di tornare e portare i figli a Madera.
Il seguente scritto è un resoconto di una riunione familiare: “Il 2 febbraio (l’Imperatore Carlo) incontrò l’imperatrice Zita ed i figli – l’Arciduca Robert escluso (in ricovero per appendicite) – per accompagnarli con l’Arciduchessa Maria Theresa nella città di Funchal. L’Imperatore Carlo si trovava sul pontile. La gioia dei figli fu immensa quando lo salutarono con abbracci esuberanti al momento della salita a bordo. Lacrime di gioia scendevano sulle guance dell’Imperatore, mentre teneva tra le braccia il piccolo Arciduca Rudolph scendendo dalla passerella. Gli attendenti che avevano accompagnato i figli, rimasero impressionati nel vedere come l’Imperatore fosse invecchiato e stanco. Tuttavia era impossibile vedere segni di amarezza sul suo viso o sentirlo dire cose non belle”.
Durante la sua fatale malattia l’Imperatore era molto felice quando riusciva a sentire dal letto le voci dei figli attraverso la finestra ed anche essi lo ascoltavano quando li chiamava.
Persino durante la malattia egli era preoccupato per il bene degli altri e rifletteva sul pericolo del contagio e sul possibile trauma che poteva ripercuotersi sui figli costretti a vederlo in quello stato. Di tutti i bambini, solo Otto, successore al trono, fu chiamato al letto di morte perché Carlo desiderava mostrargli come un Monarca ed un Cattolico affrontano la morte. Mentre Otto singhiozzava fortemente vedendo il padre lottare contro la morte, ricevette conforto dalla madre. L’Imperatore volle preservare gli altri figli dal pericolo di contagio e dal trauma.
Una delle ultime preghiere recitate dall’Imperatore prima di morire era dedicata a tutti i suoi figli che menzionò uno per uno, affidandoli alla speciale protezione del Signore. L’Arciduchessa Maria Theresa sentì pregare l’Imperatore per loro: “’Adorato Salvatore proteggi i nostri figli: Otto, Mädi, Robert, Felix, Karl Ludwig. Chi viene dopo?’. L’imperatrice lo aiutò: ‘Rudolf’, ed egli continuò: ‘Rudolf, Lotti e specialmente la nostra nuova piccola (l’imperatrice era incinta di Elizabeth, che nacque solo dopo la morte dell’Imperatore). Preservali nel corpo e nell’anima, affinché muoiano, piuttosto di commettere un peccato mortale! Sia fatta la tua volontà. Amen’”.
Preghiera: Mio Signore e Dio, Ti ringrazio poiché il beato Imperatore Carlo amava la sua famiglia affidandola al Tuo Volere e Piano Divino che egli stesso amava tanto. Ascolta le mie suppliche (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo. Amen.

Settimo Giorno

Il Sovrano
Testimoni oculari lodarono l’Imperatore Carlo per il suo profondo senso del dovere. Egli riconosceva gli obblighi di un Imperatore conferitigli in sacra fiducia e vedeva se stesso come padre del suo popolo. In una conversazione con il conte Polzer-Hoditz il 28 aprile, 1917, l’Imperatore affermò. “Alla fine tutto risiede nel principio dell’ aiutare il quanto possibile. Come Imperatore devo essere di buon esempio. Se ognuno praticasse semplicemente i suoi doveri cristiani, non ci sarebbe tanto odio e miseria in questo mondo”. Il suo amore per il prossimo era esemplare. Per alleggerire le sofferenze delle persone durante la guerra, l’Imperatore Carlo ordinò che i cavalli del palazzo e le carrozze fossero messe a disposizione per portare il carbone ai viennesi e donò forniture private ai poveri regalando persino i propri vestiti ai più bisognosi.
Nel 1914, all’inizio della guerra, il futuro Imperatore dichiarò alla massa riunita di fronte al palazzo di Hetzendorff a favore della guerra: “Tutti coloro che mi conoscono, sanno quanto amo l’Austria e l’Ungheria. Non posso ritirarmi nei momenti di bisogno. Coloro che mi conoscono sanno anche che sono un soldato ed allenato quindi alla guerra. Nondimeno, come alcuni possano auspicare la guerra – e – con tanto fervore, io semplicemente non lo posso concepire. La guerra, dopo tutto, è qualcosa di spaventoso”.
Il Dr. Friedrich Funder scrisse nel 1938 sull’Imperatore Carlo: “Fu l’unico Capo di Stato che tentò sempre di trovare il modo per porre fine alla guerra…usando tutte le sue forze, contrattando con gli amici così come i nemici. Se si fossero seguiti la volontà e gli sforzi dell’Imperatore Carlo, milioni di vite perse in battaglia – non solo austriache – si sarebbero salvate e la spaventosa degenerazione del popolo tedesco sarebbe stata evitata e l’Europa avrebbe potuto celebrare una lunga pace fino ai nostri giorni”.
L’Imperatore Carlo aveva la fortissima convinzione interiore che Dio gli avesse affidato la corona quale segno di sacra fiducia. Per questo motivo, l’incoronazione reale avvenuta in Ungheria aveva un alto significato per lui, 50 anni dopo questo evento, l’imperatrice parlò dell’incoronazione dicendo: “La cosa che più mi colpì di tutta la cerimonia, fu la commovente parte liturgica – soprattutto i voti presi dal Re davanti all’altare prima della sua consacrazione ovvero di preservare la giustizia e lottare per la pace. Questa sacra promessa data nella cattedrale era esattamente il programma politico che egli intendeva portare avanti. Sentivamo questo così fortemente che quasi non erano necessarie parole tra di noi”.
Il rito dell’incoronazione stessa viene descritto da Dr. Maria Holbacher: “Durante il Rito Sacro che viene celebrato liturgicamente, ‘attraverso la Grazia di Dio’, come un sacramento, il candidato diventa sovrano protetto da Dio nella specifica posizione ed alta chiamata, in modo che possa guidare il popolo a lui affidato verso la pace, la prosperità e la salvezza. La cerimonia dell’incoronazione ha luogo davanti all’offertorio della santa Messa ed è simile alle solenni professioni, quali l’ordinazione dei sacerdoti, la beatificazione di Abati e la consacrazione dei Vescovi, in cui il candidato resta sdraiato in terra, con la testa rivolta verso il basso, davanti all’altare, mentre viene recitata la litania dei santi. Il primate d’Ungheria, l’arcivescovo di Esztergom celebra il rito dell’incoronazione e la Messa. Dopo una lunga preghiera durante la quale il candidato per l’incoronazione, in piedi, viene unto con il sacro crisma ed avvolto dalle insegne reali e dagli abiti da cerimonia, vengono citate singolarmente le sue sacre obbligazioni; in modo che il candidato possa capire chiaramente l’alto valore delle aspettative etiche religiose e delle azioni morali che non possono essere compiute dalla forza di un singolo uomo senza l’aiuto di Dio”.
La fedeltà di Carlo come monarca consacrato è molto particolare. Egli scelse di essere giudicato male, calunniato, bandito e ridotto a completa povertà, piuttosto che non rimanere leale al voto della corona. Era sua convinzione personale che non avrebbe mai potuto abdicare in quanto aveva ricevuto la corona irrevocabilmente dalle mani di Dio, attraverso i rappresentanti della Chiesa.
Fr. Maurus Carnet, O.S.B, preoccupato per l’Imperatore Carlo mentre egli era in esilio in Svizzera, lo sentì affermare enfaticamente: “Non rinuncerò mai al voto della corona. La corona di Santo Stefano è sacra per me. Puoi prendermi la vita, ma mai, mai potrai togliermi il voto e la mia sacra corona”.
L’imperatrice Zita seguì l’esempio del marito per tutta la vita, ed era risoluta nel rifiutare l’abdicazione.
Preghiera: Mio Signore e Dio, Ti ringrazio per la fedeltà dell’Imperatore Carlo nella sua vocazione. Aiuta anche me ad esaudire fedelmente le mie responsabilità. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo. Amen.

Ottavo Giorno

Fedele compimento della volontà di Dio
L’Imperatore Carlo ricercava la Volontà di Dio in tutto ciò che portava a compimento. Per lui questo era il principio più importante della sua vita e di tutte le sue azioni. Testimoni oculari confermano riguardo al suo amore per la castità e al suo rifiuto assoluto di tolleranza rispetto ad un linguaggio indecente in sua presenza.
L’imperatrice Zita riferisce su quanto detto da Carlo nel letto di morte: “Essere arrabbiati? Lamentarsi? Quando riconosci la volontà di Dio, tutte le cose sono belle. Vorrei dirti ora molto chiaramente ciò che io sento: Il mio costante sforzo è sempre stato il chiaro riconoscimento della volontà di Dio in tutte le cose, per seguirla nel modo più completo possibile”. Dopo poco egli riprese: “Solo, non lamentiamoci”.
La frase “sia fatta la tua Volontà” è stato il principio guida nella vita del Beato Carlo ed è una delle ultime parole ripetute prima di affidare l’anima alle mani del suo Creatore. Con Cristo, l’Imperatore disse: “Il mio nutrimento è fare la volontà di colui che mi ha mandato.” Egli ha ricevuto il compito di guidare il suo popolo quale reggente di Dio ed a questo il nobile Monarca ha subordinato se stesso concedendosi umilmente al suo servizio. Egli era preparato per il paradiso ed è per questo che il Signore lo ha chiamato.
Gli altri venivano sempre prima di lui. In questo senso, l’Imperatore Carlo è un buon esempio di un uomo devoto a Maria, la quale concesse il suo “Fiat” e disse: “sia fatta la Tua Volontà, con la Tua Parola!” La sua anima pura rifletteva il “Fiat” della Madre di Dio.
Anche durante la sua fatale malattia ed il delirio febbrile pensava solamente al compimento dei suoi obblighi: “ora (si preoccupava) per i bambini viennesi per i quali cercava di procurare il latte, poi dei soldati cechi nell’ospedale per militari, arsi dalla sete; era sempre preoccupato per l’evacuazione rifiutata in Transilvania prima dell’invasione dei rumeni, soggetto questo che causò numerose battaglie di violente parole tra lui ed il Conte Tisza”.
L’Imperatore Carlo ha seguito l’esempio del suo Signore e Salvatore, il quale soffrì in solitudine sul monte degli Ulivi e tra i suoi più grandi sacrifici ha bevuto con Cristo dalla coppa della sofferenza, accettando la volontà del suo Padre nelle afflizioni – che superavano tutte i normali standard – ciò nonostante il Beato Carlo affermò: “Sono grato al nostro adorato Signore per tutto ciò che mi ha mandato”.
Preghiera: Mio Signore e Dio, Ti ringrazio per il “Fiat” dell’Imperatore Carlo in tutte le situazioni della sua vita. Aiutami a riconoscere la tua Volontà nella mia vita e aiutami a seguirla. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Imperatore Carlo. Amen.

Nono Giorno

La Beata Vergine Maria
Carlo fu posto nella Chiesa mariana di Nossa Senhora do Monte a Madera, dove riposa fino ai nostri giorni.
Durante tutta la sua vita il mantello protettivo di Maria fece da scudo all’Imperatore e ciò si nota nei maggiori eventi della sua vita: “Il 19 novembre (arrivo a Madera) era un sabato. Molti dei giorni più importanti nella vita dell’Imperatore caddero di sabato. La sua Cresima avvenne di sabato, divenne maggiorenne e si sposò un giorno di sabato e fu incoronato re d’Ungheria il sabato. Era anche un sabato quando il Re ritornò a casa in Ungheria durante il primo tentativo di restaurazione della monarchia, ed era sabato quando fallì il secondo tentativo di restaurazione, con le terribili conseguenze, la rinuncia a tutte le pretese della corona. Era un fatale sabato quando la famiglia si spostò nella umida atmosfera del Monte e l’ultimo giorno di vita dell’Imperatore, il primo aprile 1922 – quando Dio chiamò il suo fedele servo – era sabato”.
Con il rosario tra le mani, l’Imperatore Carlo combatteva spiritualmente le battaglie della sua vita. È esemplare come egli pregava fedelmente il rosario tutti i giorni. Le perline del rosario ricevute dal Papa Pio X, scivolavano tra le sue dita mentre pregava. Il lavoro governativo poteva esigere urgentemente la sua attenzione, comunque l’Imperatore trovava il tempo necessario per poter recitare un rosario.
Quale fedele figlio di Maria, egli onorava la sua santissima Madre attraverso l’imitazione. Modestia, umiltà e un’aperta, sincera e piacevole natura erano alcune delle virtù che egli preservava in se stesso. Considerazione per la volontà di Dio, devozione ad una vita di profonde preghiere e la devozione a Maria erano principi fondamentali nella sua vita. Quale affettuoso monarca e padre egli permise al suo cuore di essere penetrato dalla spada del dolore, come il cuore della santissima Madre venne trafitto sotto la croce del Figlio.
Preghiera: Mio Signore e Dio, Ti ringrazio per il bene materno di Maria nella vita dell’Imperatore Carlo. Aiutami per poter seguire il suo esempio con fedeltà e devozione e pregare il rosario tutti i giorni. Ascolta le mie suppliche ed accogli la mia richiesta (enunciare la propria intenzione) attraverso l’intercessione del Beato Carlo d’Austria. Amen.

Preghiera per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

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Si raccomanda in tutte le riunioni di preghiera o personalmente di recitare l’orazione per la glorificazione del Beato Carlo.

Dio Padre Onnipotente, attraverso il Beato Carlo hai dato alla tua Chiesa un esempio completo di vita cristiana.
La sua vita e tutte le sue scelte e azioni, soprattutto in campo politico e  familiare, sono state sempre fondate sul Vangelo e sull’insegnamento della dottrina cristiana. Il suo amore per Gesù Eucarestia, cresciuto in tempi di grande incertezza, lo ha portato ad unirsi al sacrificio di Cristo attraverso l’offerta della propria vita, per la salvezza dei suoi popoli, nel costante e fiducioso abbandono alla Beata Vergine Maria.
Il Beato Carlo interceda per tutti i bisognosi quando la malattia, lo scoraggiamento, lo sconforto, la solitudine, l’amarezza e le difficoltà della vita mettono a dura prova. Aiutaci, o Padre, a vedere e seguire il suo esempio. Per la sua intercessione ascolta le nostre suppliche ed accogli le nostre preghiere (enunciare la propria intenzione).
Concedi i segni necessari affinché ne sia riconosciuta la santità, a gloria del Tuo nome e per il bene della Santa Chiesa. ( Pater, Ave, Gloria ) Amen.

Il saluto a Mons. Ambrosio; il benvenuto a Mons. Cevolotto

Il Vescovo Emerito di Piacenza-Bobbio Mons. Gianni Ambrosio
Il nuovo Vescovo Mons. Adriano Cevolotto

      KAISER KARL GEBETSLIGA            DELEGAZIONE  di  PIACENZA       

Unione di preghiera Beato Carlo d’Asburgo per la pace e la fratellanza tra i popoli  

                                                                                                              Piacenza, 3 ottobre 2020

                                                                                              A  S.E.R. Mons. Gianni AMBROSIO
                                                                            Vescovo Emerito della Diocesi di Piacenza-Bobbio

     Ecc.Rev.,

vogliamo qui confermarLe il nostro grato e affettuoso saluto nel frangente in cui Ella termina il Suo prezioso servizio di guida pastorale della nostra Diocesi. 

   Ringraziamo il Signore di averci accordato il grande dono di averLa avuta come Vescovo e siamo ben consapevoli di quanto abbiano significato e significhino il Suo amore per la Chiesa universale e per quella particolare, il Suo rispetto per la Verità, l’unica vera verità, quella di Cristo e della Sua Chiesa, la Sua discreta ma concreta attenzione alle realtà associative del territorio che il Signore Le ha affidato, dei loro obiettivi e della loro dimensione  culturale. 

   Ricordiamo bene con gratitudine il generoso atto col quale, or sono sette anni, Ella ha autorizzato e benedetto la nascita della nostra Delegazione piacentina, che ha più volte onorato con la Sua presenza in importanti momenti liturgici.

   È vita recente, poi, la paterna attenzione con la quale Ella ha indirizzato l’avvio della nuova fase di vita della Delegazione stessa, con il trasferimento dalla sede da S.Giorgino in Soprammuro a quella della realtà parrocchiale del Preziosissimo Sangue/S.Corrado, il passaggio dall’assistente ecclesiastico Don Romano Pozzi a Don Paolo Cignatta, la proposizione della nostra Gebetsliga – senza nulla togliere alla sua tradizione statutaria – quale  centro di aggregazione per la famiglia naturale e cristiana, sul modello dei due sposi santi Carlo e Zita d’Asburgo. 

   In questo spirito Le confermiamo l’invito a voler celebrare con noi, il prossimo 21 ottobre, nella chiesa di S.Corrado Confalonieri, la memoria liturgica del Beato Carlo d’Asburgo con la S.Messa propria: sarà l’occasione per un saluto più concreto, certi, tuttavia, che la Sua permanenza in Piacenza offrirà occasioni ulteriori di contatti e di pregare insieme.

   Abbiamo camminato con Lei, Eccellenza, sulle orme di Cristo, siamo pronti a “prendere il largo” col nuovo Vescovo, portando nel nostro cuore i Suoi insegnamenti e il Suo esempio di amore a Cristo e alla Chiesa.

   Con viva devozione, per la Delegazione e anche a nome di Mons.Arnaldo Morandi, delegato nazionale.

   Maurizio Dossena – Don Paolo Cignatta

Appuntamento per domenica 25 ottobre

Care Amiche a Cari Amici, la delegazione di Bergamo si ritroverà Domenica 25 ottobre nella Basilica Minore di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo, via Sant’Alessandro n°35, con il seguente programma:

-ore 17:30 Preghiera del Santo Rosario

-ore 18:00 Preghiera dei secondi vespri

-ore 18:30 Santa Messa, celebrata dall’Assistente Ecclesiastico del gruppo di Bergamo, Don Maurizio Rota.