11 NOVEMBRE ANNUALE CONVEGNO DELLA DELEGAZIONE DI CREMONA

Partecipato convegno della Gebetsliga Kaiser Karl e del Gruppo Ghisi presso la sede dell’Adafa

I “no” del beato Carlo d’Asburgo alla massoneria

cambiarono il volto dell’Europa di ieri e di oggi

L’ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Repubblica araba d’Egitto, avv. Mario Carotenuto, ha evidenziato come le più grandi dittature, comunismo e nazionalsocialismo, siano sorte proprio a causa dello smembramento dell’Impero austro-ungarico. L’assistente nazionale della Gebetsliga, mons. Arnaldo Morandi, ha invece ricordato la recente udienza privata concessa da papa Francesco a circa duecento iscritti al sodalizio, chiedendo loro di sostenere il suo impegno per la pace.

di Mauro Faverzani

Per ben tre volte al beato Carlo d’Asburgo, già in esilio, la massoneria offrì il ritorno sul Trono dell’Impero austro-ungarico. E per tre volte il beato Carlo rifiutò. Per non tradire la sua Fede, la sua Patria, la sua gente. L’ultima volta, chiusa la porta, confidò a sua moglie Zita: «Adesso tutto ci andrà male, ma noi stiamo dalla parte di Dio». Fu proprio così, ma mai l’Imperatore ebbe a pentirsi di quella decisione. Partendo da qui, a distanza di circa un secolo da quegli eventi ed a 300 anni dalla fondazione della massoneria, la Gebetsliga Kaiser Karl-Pia Unione di Preghiera per il Beato Carlo ed il Gruppo Laico Canossiano “Giuseppina Ghisi” hanno organizzato il convegno, svoltosi lo scorso 11 novembre presso la sede dell’Adafa, a Cremona, sul tema «I “no” del Beato Carlo d’Asburgo alla massoneria», tema estremamente attuale, poiché quei “no” contribuirono a mutare il volto dell’Europa e la sua storia, il che trova conferma anche in molte delle decisioni e delle scelte – politiche ed etiche – ancora oggi assunte, «non tanto per volontà del beato Carlo, bensì per l’ottusità della massoneria francese, ma con l’appoggio di quella italiana», che un secolo fa si mossero: a farlo notare, è stato il primo relatore, l’avv. Mario Carotenuto, storico ed ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Repubblica araba d’Egitto, intervenuto dopo il saluto di Emanuele Bettini per l’Adafa e l’introduzione di Mauro Faverzani per gli enti promotori.

Lo smembramento dell’Impero austro-ungarico – ha affermato l’avv. Carotenuto – ha permesso il sorgere delle «due più grandi dittature, quella del comunismo e quella del nazionalsocialismo». D’altra parte, la condotta coerente del beato Carlo – ha proseguito – «ha dimostrato che su questa Terra si può rinunciare ai beni terreni per qualcosa di più grande, per il Paradiso». A chi gli ha fatto notare il molto cui rinunciò, l’Imperatore rispose: «Quello che mi ha dato Dio, non me lo può dare anche il demonio». Ha dichiarato l’illustre relatore: «Pochi sanno – ma ci sono delle testimonianze nella Positio – che, negli ultimi giorni della sua vita, il beato Carlo venne tentato dal diavolo, a Madeira. Per questo riempì la stanza ove dormiva di acqua santa per cacciarlo». E ci riuscì.

La Gebetsliga Kaiser Karl ha recentemente vissuto un momento importante, lo scorso 14 ottobre, l’udienza privata a papa Francesco, che ha ricevuto circa duecento iscritti al sodalizio, nel contesto della sua recente Assemblea internazionale, svoltasi a Roma: «Il Pontefice ha avuto un’attenzione speciale per tutti i presenti, volendoli salutare uno ad uno, intrattenere e fare una fotografia con la trentina di bambini presenti – ha ricordato l’altro relatore, mons. Arnaldo Morandi, assistente nazionale della Gebetsliga e poi dandoci un messaggio importante, che ha nel cuore i tre punti salienti del sodalizio: cercare di osservare la volontà di Dio, impegnarsi a favore della pace e della giustizia, espiare le ingiustizie della Storia. Così come il beato Carlo raccolse il Magistero del suo predecessore, Benedetto XV, anche stavolta il Papa ci ha chiesto di metterci al suo fianco come associazione e come persone, per sostenere spiritualmente e fattivamente il suo impegno per la pace. Vi fu un gesto del beato Carlo, al termine del conflitto, che da alcuni fu criticato, da altri non fu capito, dal popolo fu ammirato: diede l’ordine che, in tutte le chiese del suo Impero, si suonassero le campane e si cantasse il Te Deum. Qualcuno lo trovò inopportuno, poiché la guerra era perduta, ma lui rispose che l’importante era che i popoli avessero ritrovato il bene supremo della pace e per questo bisognava ringraziare Dio». Il Papa ha sottolineato come quella del beato Carlo sia stata una testimonianza, più che personale, familiare: «La sua fede è un tutt’uno con quella della sua famiglia, in primis della sua sposa, la Serva di Dio Zita, e dei suoi figlioli, cresciuti ed educati nel solco di una vita cristiana e di un impegno concreto nella società, proprio per portare avanti questi Valori», ha ricordato mons. Morandi.

All’Assemblea internazionale della Gebetsliga ha partecipato una cinquantina di delegati da tutto il mondo e, tra questi, una quindicina dall’Italia: «Nel nostro Paese, in dieci anni di presenza, la Gebetsliga ha avuto una notevole diffusione – ha spiegato – L’anno prossimo, nel centenario della fine della prima guerra mondiale, daremo un segnale molto forte con un pellegrinaggio presso un significativo santuario mariano, nel cuore dell’Europa, per cantare di nuovo il Te Deum, ringraziare il Signore del dono della pace e creare le basi della giustizia». Appuntamento, dunque, all’anno prossimo…

 

Newsletter novembre 2017

      MESE DI NOVEMBRE

              dedicato alle

       Anime del purgatorio

Novembre è il loro mese.
Come lo aspettano con desiderio le povere Anime del Purgatorio !
È il mese della preghiera più frequente, del suffragio più generoso, il mese quindi della speranza e, forse, della gloria.  Per molte di loro la misura dell’espiazione è ormai colma: manca un nulla,  e questo nulla le poverette ci chiedono sospirando. Queste umili meditazioni sono sbocciate così,  come poveri fiori di campo dopo una pioggia d’autunno, nella fiducia di rispondere al penoso sospiro, di non deludere la trepida attesa.  Con la speranza dolce che forse un pochino di bene  esse potranno portare ai vivi e ai morti. L’anima raccolta troverà senza sforzo , lo spunto per un buon proposito,  per un suffragio efficace o per un’ardente aspirazione per la giornata.  Mi sembra infatti giovi assai che ogni anima porti  nelle sue riflessioni pie qualcosa di personale e di spontaneo. Per l’anima cristiana, che sente davvero la pietà verso i morti, è un po’ sempre novembre nella vita.  Non è forse del resto, quello della morte,  pensiero centrale nella serietà della vita cristiana ?  Il primo dei terribili e pur consolanti novissimi,  verità decisive per gli eterni destini dell’uomo. Abbiano dunque i nostri cari defunti un ricordo affettuoso e costante.  Noi che, a differenza dei pagani, per grazia di Gesù Cristo, rivestiamo la morte delle più soavi speranze, dobbiamo trovare, nel fervore della preghiera e del suffragio, la prova più efficace e più chiara della nostra fede. E’ sempre la carità seme e frutto di vera vita;  ed è carità usar misericordia a chi chiede negli ardori della pena  il suffragio pietoso di una preghiera, di un’opera buona.  Come chiudere l’anima alla supplica mestissima ?  Perchè Dio abiti in noi, pegno certissimo di vita eterna,  sia in noi pietà misericordiosa per le Anime del Purgatorio.

San Roberto Bellarmino afferma:
“Dopo la morte sono rare le anime che vanno direttamente in Paradiso; la moltitudine delle altre che muoiono in grazia di Dio debbono essere purificate dalle pene acerbissime del Purgatorio”.

Le anime del Purgatorio ci aiutano Santa Caterina da Bologna diceva:
“Quando voglio ottenere qualche grazia da Dio ricorro alle anime del Purgatorio  e sento di essere esaudita per la loro intercessione”.

Santa Caterina da Genova diceva:
“Non ho mai chiesto grazie alle anime purganti senza essere esaudita,  anzi, quelle che non ho potuto ottenere dagli spiriti celesti  l’ho ottenute per intercessione delle anime del Purgatorio”.

 

Indulgenza plenaria per i defunti

Possiamo acquistare a favore delle anime del Purgatorio l’indulgenza plenaria (una sola volta) dal  mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto a tutto il giorno successivo vistando una chiesa e recitando il Credo e il Padre Nostro. Sono inoltre da adempiere queste tre condizioni:
*confessione sacramentale Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo. Con una confessione si possono acquistare più indulgenze plenarie, purché permanga in noi l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato, anche veniale.
*comunione eucaristica
*preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice recitando Padre Nostro e Ave Maria
La stessa facoltà alle medesime condizioni è concessa nei giorni dal 1° all’ 8 novembre al fedele che devotamente visita il cimitero e anche soltanto mentalmente prega per i fedeli defunti.
Non facciamo mancare ai nostri morti questo dono prezioso, è l’unica cosa che li raggiunga e li possa sollevare.

 

Intenzioni di preghiera per questo mese

• Per il Santo Padre il Papa.

• Per tutti i nostri cari defunti e le anime del purgatorio  affinché  le comunità e i singoli tornino a nutrire  fiducia nella preghiera di suffragio che tanto beneficio porta alle anime anelanti il paradiso e pronte a corrispondere preghiere di intercessione per i bisogni dei loro benefattori.

•  Perché gli ammalati e chi soffre anche nell’anima e nella mente, per quanti si affidano alla nostra preghiera,  non si ripieghino su se stessi  e sul proprio dolore, ma abbiano la forza, la consolazione e il coraggio di mettere le loro sofferenze accanto al Crocifisso per la salvezza del modo e delle anime.

•  Perché la Chiesa riconosca presto la santità del Beato Carlo d’Austria.

Avvisi

CONVEGNO DI CREMONA

Sabato 11 novembre

15 presso la sede dell’Adafa. Via Palestro 32, a Cremona.

“No” del Beato Carlo d’Asburgo alla massoneria.

PROGRAMMA:

• Saluto DEL Delegato Prof. Mauro Faverzani e intervento d’inquadramento generale del tema.

• Relazione dell’Avv. Mario Carotenuto, Ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Repubblica Araba d’Egitto;

• Intervento di Mons. Arnaldo Morandi, Assistente nazionale Gebetsliga Kaiser Karl e vicepostulatore della causa di canonizzazione.

Preghiere per la Canonizzazione del Beato Carlo d’Austria

Si raccomanda in tutte le riunioni di preghiera o personalmente di recitare l’orazione per la glorificazione del Beato Carlo e la preghiera a Maria Signora di tutti i popoli

Dio Padre Onnipotente, attraverso il Beato Carlo hai dato alla tua Chiesa e al popolo di Dio un esempio completo di vita cristiana.
Le sue azioni e le sue scelte nel campo politico e  famigliare sono state  fermamente ispirate al Vangelo e sugli insegnamenti della dottrina cristiana. Il suo amore per Gesù Eucarestia è cresciuto in periodi di grande incertezza e ciò lo ha portato ad unirsi al sacrificio di Cristo, attraverso il suo sacrificio e l’offerta della propria vita per la salvezza dei suoi popoli. L’Imperatore Carlo ha profondamente amato la Madre di Dio Maria Santissima ed ispira anche noi come lui ha fatto a  pregare il santo Rosario.
Rafforzaci ora col suo aiuto, interceda per tutti i bisognosi, quando la malattia, lo scoraggiamento, lo sconforto, la solitudine, l’amarezza e le difficoltà della vita mettono a dura prova. Aiutaci a vedere e a seguire l’esempio del Tuo fedele servo il beato Carlo e per sua intercessione ascolta le nostre suppliche ed accogli le nostre preghiere (enunciare la propria intenzione).
Concedi i segni necessari affinché ne sia riconosciuta la santità, per la gloria del Tuo nome, nella lode della Santa Vergine Maria per il bene della santa Chiesa. ( Pater, Ave, Gloria )
Amen.

 PREGHIERA A MARIA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI

TESTO DELLA PREGHIERA APPROVATA DALLA CONGREGAZIONE PER LA FEDE (2006)

SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO SULLA TERRA.
FA ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.
CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
LA BEATA VERGINE MARIA,
SIA LA NOSTRA AVVOCATA. AMEN.

Imprimatur: 6/01/2009

Il 31 maggio 2002, il vescovo di Haarlem-Amsterdam, S. E. Mons. Jozeph Marianus Punt, sentendo pareri e ponderando il tutto, ha attestato l’autenticità delle apparizioni della Signora di tutti i Popoli e ha constatato la soprannaturalità delle apparizioni: http://www.de-vrouwe.info/it

 

21 ottobre 2017 memoria liturgica del Beato Carlo

Il Santo papa Giovanni Paolo II volle che la memoria liurgia del Beato Carlo d’Austria fosse fissata non nel dies natalis, cioè nel giorno della morte, come normalmente avviene, bensì il 21 ottobre, anniversario del matrimonio di Carlo con Zita di Borbone Parma avvenuto il 21 ottobre 1911.

In questi giorni continua la preghiera di novena e per chi volesse può essere pregato il triduo che precede la memoria, i testi si trovano in questo sito nella pagina devozione

Sabato 21 Ottobre celebreremo il Beato Carlo, le varie rappresentanze organizzeranno la celebrazione della Santa Messa, i testi del proprio si trovano in questo sito nella pagina devozione.

La celebrazione ufficiale si terrà a Brescia nella parrocchia di San Gottardo nella Santa Messa prefestiva alle ore 18,30.

Parole del Santo Padre Francesco all’udienza del 14 ottobre 2017

Eminenza, Eccellenze, Altezze,
Signore e Signori,
cari fratelli e sorelle,

con affetto saluto voi e, per vostro tramite, tutti i membri della Lega di Preghiera del Beato Imperatore Carlo per la Pace tra i popoli nei vari Paesi del mondo. Ringrazio il Presidente, Mons. Fernand Franck, per le sue parole. La vostra assemblea annuale a Roma si colloca nel contesto del centenario dell’iniziativa di pace intrapresa dal Papa Benedetto XV e, fra i responsabili politici, appoggiata unicamente dal Beato Imperatore Carlo, nel forte desiderio di porre fine alla strage della Prima Guerra Mondiale.

I tre obiettivi della Lega di preghiera sottolineati dal vostro Presidente – cercare e osservare la volontà di Dio, impegnarsi a favore della pace e della giustizia, espiare l’ingiustizia della storia – sono stati, per così dire, il motivo ricorrente nella vita del Beato Carlo come statista, come marito e padre di famiglia e come figlio della Chiesa. Consegnandosi alla volontà di Dio, egli accettò la sofferenza e offrì la propria vita in sacrificio per la pace, sostenuto sempre dall’amore e dalla fede di sua moglie, la Serva di Dio Zita.

Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà e, in particolare, la preghiera e il sacrificio. Vi invito, quindi, a mantenere la vostra promessa di prendere parte, con la preghiera e l’impegno personale, ai molteplici sforzi del Papa a favore della pace. Senza il sostegno della preghiera dei fedeli, il Successore di Pietro non può compiere la sua missione nel mondo. Conto anche su di voi. Vi affido alla materna protezione di Maria Santissima e all’intercessione del Beato Imperatore Carlo, e di cuore imparto la Benedizione Apostolica a voi e ai vostri cari

NEWSLETTER OTTOBRE 2017

 

 

 Kaiser Karl Gebetsliga für den Völkerfrieden

Unione  di Preghiera Beato Carlo per la Pace e la Fratellanza tra i Popoli

Delegazione Italiana

 

Mese di Ottobre dedicato alla Vergine Maria del Santo Rosario

Il mese di ottobre è dedicato al Santo Rosario e all’impegno missionario, è ricco di avvenimenti e di feste liturgiche: degli Angeli, degli Arcangeli degli Angeli custodi, di Maria, dei Santi e Beati.

Il  7 ottobre si festeggia la Madonna del Rosario. La prima domenica di ottobre si recita la Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Domenica 13 ottobre è l’anniversario dell’ultima apparizione della Madonna di Fatima in cui avvenne il Miracolo del sole. Il 21 ottobre, quest’anno sabato, si celebra la memoria liturgia del Beato Carlo d’ Austria voluta da San Giovanni Paolo II nel giorno  del matrimonio con la Serva di Dio Zita di Borbone Parma il 21 ottobre 1911 ( Il proprio della Messa del Beato Carlo si trova sul sito nella sezione devozione)

 

AVVISI

 

  • Come già ampiamente anticipato Sabato 14 ottobre il Santo Padre Francesco concederà una udienza privata ai delegati e ai membri della Gebetsliga riuniti a Roma per l’annuale assemblea internazionale. In tutto vi parteciperanno 200 persone delle quali 114 dall’Italia. Questo evento straordinario e inaspettato riempie tutti di gioia e di trepidazione in attesa delle parole che il Papa ci rivolgerà in questa occasione, ciò sarà motivo di profonda riflessione per il cammino futuro e stimolo per far  conoscere sempre meglio e diffondere il messaggio del Beato Carlo nel mondo contemporaneo.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA

 

Per il Papa Francesco e per l’incontro del prossimo 14 ottobre, impegnamoci a prepararlo con la preghiera e il silenzio interiore affinche le parole del Vicario di Cristo trovino in tutti accoglienza e possano infondere nuovo vigore per la diffusione della testimonianza eroica del Beato Carlo nel mondo contemporaneo.

 

RIFLESSIONE

Per il cristiano è sempre tempo di preghiera, di dialogo con Dio Padre, considerata l’affermazione di Gesù: “pregate in ogni momento” alla quale fa eco San Paolo che raccomanda: “pregate incessantemente”. Come gli Apostoli anche noi chiediamo a Gesù: L’importanza della preghiera Gesù ce l’ha insegnata con l’esempio prima ancora che con le parole. le tante notti trascorse in preghiera stanno a indicarci l’esempio che noi dobbiamo seguire se non vogliamo soccombere nel momento della tentazione. Di Maria, gli “Atti”, ci fanno sapere che partecipava alla vita del gruppo degli apostoli che erano “assidui e concordi nella preghiera”. Il mese di Ottobre ci sollecita non solo la preghiera in genere ma quella del Rosario in particolare, “catena dolce che ci rannoda a Dio”. Il Rosario è stato chiamato “Salterio dei semplici” ma non si trova fuori posto neppure fra le mani di persone di cultura visto che molte di esse lo stringono con fiducia fra le mani. Il Papa Giovanni Paolo II ha confidato che il Santo Rosario era la sua preghiera preferita.

Il Rosario, nonostante impressioni contrarie, è essenzialmente preghiera di contemplazione. Il suo aspetto “ripetitivo” non annoia né stanca chi lo recita, come l’innamorato non si stanca di ripetere il suo amore alla persona amata. Con la recita del Rosario l’anima si abbandona alla contemplazione dell’amore con cui Dio ha avvolto l’uomo, sua viva immagine. Con la perseverante contemplazione dei misteri fondamentali della nostra religione Gesù e Maria “entrano” nella nostra vita e senza che noi stessi ce ne rendiamo conto facciamo un salto di qualità e da persone che dicono preghiere diventiamo noi stessi preghiera. Ce l’hai tu un Rosario? Lo reciti quotidianamente? Perché non ci provi per appartenere anche tu alla generazione che proclama “beata” la Madre di Dio e la tua stessa Madre? Pregate in ogni momento (Lc 21,36) Vegliate e pregate per non entrare in tentazione (Mc 14,36)

Ottobre non solo è il mese missionario, ma anche il mese consacrato al culto della Beata Vergine Maria. Fu Papa Gregorio XIII a stabilire che il 7 Ottobre fosse celebrata la ricorrenza liturgica della Madonna del Rosario, sostituendola a quella di S. Maria della Vittoria, istituita nel 1571 dal suo predecessore, papa S. Pio V, in occasione della sconfitta turca riportata a Lepanto. Successivamente nel 1883 Leone XIII stabilì che tutto il mese di Ottobre dell’anno in corso, e per l’avvenire, fosse consacrato e dedicato alla celeste Vergine del Rosario. Egli stesso fu molto devoto alla preghiera del Rosario dedicandovi ben 22 documenti e l’additò come “maniera facile per far penetrare e inculcare negli animi i dogmi principali della fede cristiana”.

Le origini di questa preghiera sono antichissime, risalgono agli ambienti monastici dell’Irlanda del IX secolo, quando un monaco suggerì per agevolare gli illetterati la recita di 150 Pater Noster al posto dei 150 salmi. In seguito si cominciò a sostituire al Pater Noster il Saluto Angelico (la prima parte dell’Ave Maria) e le 150 preghiere, chiamate salterio del Pater Noster o salterio di Maria a seconda della formula usata, furono ridotte a 50. Nel corso dei secoli il Rosario ha assunto l’attuale configurazione. Pare che fu papa S. Pio V che per primo ne determinò ufficialmente la fisionomia essenziale, rilevò i suoi pregi e lo raccomandò quindi al popolo di Dio. Scrisse due documenti sul Rosario la bolla Cosueverunt del 1569 e la Salvatoris Domini nel 1572, scritta dopo la vittoria della cristianità a Lepanto. Molti Papi hanno amato e raccomandato la recita del Rosario: papa Pio X affermò che “ il Rosario è l’orazione per eccellenza…, la preghiera che, sempre dopo quella liturgica, fra tutte è la più bella, la più ricca di grazie, quella che più piace alla santissima Vergine Maria”.

Che questa preghiera sia gradita alla Vergine Maria ne dà prova il fatto che la Vergine apparendo a Lourdes e a Fatima aveva la corona tra le mani e ne raccomandava la recita. Nel 1858 Bernardetta Soubirous descrivendo il momento dell’apparizione dice: “ La Signora prese il Rosario e fece il segno della Croce;… In ginocchio anch’io recitai il Rosario. La Signora faceva scorrere i grani, ma non muoveva le labbra solo al “Gloria” le muoveva con me”.

A Fatima Lucia raccontando la prima apparizione del 13 Maggio 1917 dice “….Passati i primi momenti, la Madonna aggiunse: Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della uerra”.

La stessa raccomandazione fece nell’apparizione del 13 Giugno e nelle altre che si susseguirono fino al 13 Ottobre, data dell’ultima apparizione. A Lucia che le chiedeva se anche Francesco come lei e Giacinta sarebbe andato in cielo la Madonna rispose: –” Sì, ma deve recitare molti Rosari.

Dunque, se alla Santa Vergine piace sentirci recitare questa preghiera, perché negargliela?

Certamente il Rosario, recitato senza coglierne il significato ed il valore autentico, può sembrare una preghiera meccanica, ripetitiva, noiosa che si presta facilmente alla distrazione, una preghiera superata, roba da vecchierelle! Quello che dà valore e vitalità a questa preghiera è la meditazione dei misteri.

Giovanni Paolo II scrive nella lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” che “ Il Rosario, proprio a partire dall’esperienza di Maria, è una preghiera spiccatamente contemplativa. Privato di questa dimensione, ne uscirebbe snaturato, e come sottolineava Paolo VI:

« Senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all’ammonimento di Gesù:’Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità ‘ (Mt 6, 7) ( Rosarium Virginis Mariae n12)

Sono molti a chiedersi perché pregare la Madonna e servirsi della ripetizione di 150 Ave Maria per meditare la vita di Gesù!Il Papa ce lo spiega così: “Se sul versante divino è lo Spirito, il Maestro interiore che ci porta alla piena verità di Cristo, tra gli esseri umani, nessuno meglio di Lei conosce Cristo, nessuno come la Madre può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero.”. ( Rosarium Virginis Mariae n14)”Difatti, sullo sfondo delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell’insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso – potremmo dire – il Cuore della sua Madre.” ( Rosarium Virginis Mariae n2) Scorrendo con gli occhi dello spirito le vicende della vita della Sacra Famiglia è come se ci portassimo accanto a loro e diventassimo partecipi dei loro sentimenti, delle loro emozioni: i loro turbamenti, le loro gioie, le loro sofferenze diventano i nostri turbamenti, le nostre gioie, le nostre sofferenze e sul loro esempio impariamo a vivere le nostre giornate con lo spirito dei figli di Dio. ” Il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità. Vicende personali e vicende del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno più a cuore. Così la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana »”.( Rosarium Virginis Mariae n2) Guardando a Maria poi ogni donna, a qualsiasi stato appartenga, può trovare un modello di virtù a cui ispirarsi per vivere in pienezza la sua vocazione. Non dimentichiamo che Maria sebbene fosse stata investita da una grazia speciale a motivo della sua maternità divina, è una creatura come noi, e come tale ha vissuto la sua vita quotidiana come ogni donna con impegno, dedizione e sacrificio sostenuta da una fede esemplare ed incrollabile.Maria si è distinta tra tutte le donne

e di lei ha detto la cugina Elisabetta “…Benedetta tra tutte le donne”, realizzando quello che ella stessa ha cantato nel Magnificat: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Maria SS. è una donna di fama mondiale diremmo oggi, è al primo posto in classifica da più di duemila anni! Il motivo di tanta notorietà è da ricercarsi nella sua umiltà, nell’abbandono fiducioso e coraggioso al progetto che il Padre le ha affidato, al suo servizio umile e nascosto, ed è stato proprio questo servizio, che nel suo Figlio ha reso a tutta l’umanità, che ha fatto di lei una madre, una regina! Maria è sulla scena del mondo, non come protagonista, ma come madre premurosa che opera dietro le quinte, come è successo a Cana; ella ci suggerisce come muovere i nostri passi nel cammino della vita. Viviamo almeno mezz’ora della nostra giornata in comunione con nostra Madre alla quale Gesù sulla Croce ci ha affidati al culmine del suo dolore per noi! Recitiamo la preghiera del Rosario con il cuore, come hanno fatto tutti i santi, ne sentiremo i suoi benefici effetti e sicuramente diventerà anche per noi, come lo è stato per papa Giovanni Paolo II, “la nostra preghiera quotidiana prediletta”.

Newsletter del mese di settembre

MESE DEDICATO AI SANTI ANGELI CUSTODI

 

Papa Francesco \ Messa a Santa Marta 02/10/2014: l’angelo custode esiste, ascoltiamo i suoi consigli  

L’angelo custode esiste, non è una dottrina fantasiosa, ma un compagno che Dio ci ha posto accanto nel cammino della nostra vita: è quanto ha detto Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria dei Santi Angeli Custodi. Le letture del giorno – afferma Papa Francesco – presentano due immagini: l’angelo e il bambino. Dio ha messo al nostro fianco un angelo per custodirci: “Se uno di noi credesse di poter camminare da solo, sbaglierebbe tanto”, cadrebbe “in quello sbaglio tanto brutto che è la superbia: credere di essere grande”, autosufficiente. Gesù insegna agli apostoli ad essere come i bambini. “I discepoli litigavano su chi fosse il più grande tra loro: c’era una disputa interna … eh, il carrierismo, eh? Questi che sono i primi vescovi, avevano questa tentazione del carrierismo. ‘Eh, io voglio diventare più grande di te …’. Non è un buon esempio che i primi vescovi facciano questo, ma è la realtà. E Gesù insegna loro il vero atteggiamento”, quello dei bambini: “la docilità, il bisogno di consiglio, il bisogno di aiuto, perché il bambino è proprio il segno del bisogno di aiuto, di docilità per andare avanti … Questa è la strada. Non chi è più grande”. Quelli che sono più vicini all’atteggiamento di un bambino, sono “più vicini alla contemplazione del Padre”. Ascoltano con cuore aperto e docile l’angelo custode:

“Tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose. Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E la voce di questo nostro compagno di viaggio. Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci … Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa. Non ribellarti: segui i suoi consigli”.

“Nessuno cammina da solo e nessuno di noi può pensare che è solo” – ha proseguito il Papa – perché c’è sempre “questo compagno”:

“E quando noi non vogliamo ascoltare il suo consiglio, ascoltare la sua voce, è come dirgli: ‘Ma, vai via!’. Cacciare via il compagno di cammino è pericoloso, perché nessun uomo, nessuna donna può consigliare se stesso. Io posso consigliare un altro, ma non consigliare me stesso. C’è lo Spirito Santo che mi consiglia, c’è l’angelo che mi consiglia. Per questo, abbiamo bisogno. Questa non è una dottrina sugli angeli un po’ fantasiosa: no, è realtà. Quello che Gesù, che Dio ha detto: ‘Io mando un angelo davanti a te per custodirti, per accompagnarti nel cammino, perché non sbagli’”.

Papa Francesco conclude così l’omelia:

“Io, oggi, farei la domanda: com’è il rapporto con il mio angelo custode? Lo ascolto? Gli dico buongiorno, al mattino? Gli dico: ‘Custodiscimi durante il sonno?’. Parlo con lui? Gli chiedo consiglio? E’ al mio fianco. Questa domanda possiamo risponderla oggi, ognuno di noi: com’è il rapporto con quest’angelo che il Signore ha mandato per custodirmi e accompagnarmi nel cammino, e che vede sempre la faccia del Padre che è nei cieli”.

Intenzioni di preghiera per questo mese

• Per il Santo Padre il Papa, che ci invita spesso ad accompagnarlo con la preghiera.
• Per gli ammalati e i sofferenti nel corpo e nello spirito.
• Per i fanciulli, affinché gli Angeli custodi li proteggano e li custodiscano.
• Per le vocazioni alla vita claustrale e per i giovani che sentono la chiamata di Cristo a seguirlo sulla via del sacerdozio.
• Per le famiglie
• Per la prossima assemblea internazionale della Gebetsliga a Roma dal 13 al 15 ottobre
• Per la canonizzazione del Beato Carlo